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Es. 14 pag. 102 - Primus Liber C - Cicerone
Amicizia eccessiva di Blossio per Tiberio Gracco
Inizio: Num Vercellinum regnum appetentem, num Maelium amici debuerunt iuvare?
Fine: non emim paruit ille Ti. Gracchi temeritati, sed praefuit.
Gli amici avrebbero dovuto forse aiutare Vercellino che aspirava al regno, (avrebbero dovuto) forse (aiutare) Melio? Abbiamo visto Tiberio Gracco che attaccavalo stato abbandonato del tutto da Quinto Tuberone e da amici coetanei (contemporanei). Ma Caio Blossio Cumano dopo essere venuto per supplicarmi di perdonarlo adduceva questa scusa, che aveva tanto stimato Tiberio Gracco da reputare di dover fare qualsiasi cosa quello volesse. Allora io (dissi):<<Anche se voleva che tu dessi fuoco al Campidoglio?>> Rispose:<<Mai avrebbe voluto certamente ciò, ma se l'avesse voluto avrei obbedito>>. Notate che parole scellerate. E per Ercole fece così, (e) persino anche più di quanto disse: infatti quello non obbedì alla sconsideratezza di Tiberio Gracco, ma (la ) tenne sotto controllo.
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