

LATINO - Versioni di Autori Sconosciuti
Autore: sconosciuto
Tunc in Circo Maximo imperator Augustus Romanis munus gladiatorium dabat. Multae ferae iam aderant, inter quas magnus et fulvus leo, qui dentibus saeve frendebat. Statim Androcus ad certamen cum belua ingenti tremebundus in harenam processit. Cum leo hunc hominem vidit, statim constitit; deinde ad eum leniter accessit et lingua Androcli manus demulcebat. Tunc Androceo rediit animus, statim oculos in leonem coniecit et ipse quoque feram agnovit. Mira res singularem admirationem excitavit in multitudine, quae magnos plausus tributi. Inde imperator Androclum ad se vocavit et illius portenti causam quaesivit. Revera, cum Androclus in Africae regionibus militabat, eundem leonem saucium olim curaverat et ex eius pede spinam venenatam extraxerat. Nunc a leone memori benefici parem gratiam Androclus accipiebat.
Allora nel Circo Massimo l'imperatore dei Romani Augusto dava la nomina dei gladiatori. Così si avvicinavano molte fiere, tra cui un grande e biondo leone, che digrignava i denti ferocemente. Subito Androclo andò allo scontro contro la grande belva nell'arena. Quando il leone vide questo uomo, subito si fermò; poi avanzò lentamente contro quello e con la lingua accarezzò la mano di Androclo. Allora il vigore rientrò ad Androclo, subito gettò gli occhi verso il leone e lui stesso riconobbe la fiera. La mirabile cosa scatenò una singolare ammirazione nella folla, che applaudì con grandi applausi. Così l'imperatore chiamò a sè Androclo e chiese il motivo del suo miracolo. Effettivamente, quando Androclo militava in Africa, aveva curato lo stesso leone ferito ed aveva estratto dal suo piede una spina avvelenata. Ora Androclo prendeva una simile grazia dal leone memore dell'aiuto.
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