Attilio Regolo (Versione Latino - vers. latine per il biennio)

Attilio Regolo

versione di latino da Versioni latine per il biennio

pag.239 n°272



INIZIO

Bello Punico primo M.Atilius Regulus

FINE:
qui eum crudelissime necaverunt.

Nella prima guerra Punica M.Attilio Regolo comandò l’esercito dei Romani in Africa. Ma vinto dai Cartaginesi e con grande parte dell’esercito egli stesso fu ucciso. Dopo alcuni anni i Cartaginesi mandarono gli ambasciatori, che implorassero la pace. Quando Regolo fu mandato a casa a questi con quella condizione, affinché venisse indietro dai Cartaginesi, se i Romani rifiutassero la pace. Quello poiché era stato guidato in senato, esortò i propri cittadini affinché continuassero nella guerra e conservassero i prigionieri. Pertanto i Romani, avendo accolto i consiglio di lui, non diedero la pace. Regolo invece non suscitò le suppliche dei propri, affinché rimanesse in patria. Sebbene la morte incombeva a lui, tuttavia ritornò dai Cartaginesi, che lo uccisero molto crudele.


stesso titolo da altro libro

Post haec mala Carthaginienses Regulum ducem, quem ceperant, petiverunt ut Romam proficisceretur et pacem a Romanis obtineret ac permutationem captivorum faceret. Ille Romam cum venisset, inductus in senatum, nihil quasi Romanus egit dixitque se ex illa die, qua in potestatem Afrorum venisset, Romanum esse desisse. Itaque et uxorem a complexu removit et senatui suasit ne pax cum Poenis fieret. Dixit illos, fractos tot casibus, spem nullam habere, se tanti non esse ut tot milia captivorum propter unum se, et paucos, qui ex Romanis capti fuerant, redderent. Ipse Carthaginem revertit, offerentibusque Romanis, ut eum Romae tenerent, negavit se in ea urbe mansurum, in qua, postquam Afris servierat, dignitatem honesti civis habere non posset. Regressus igitur ad Africam omnibus suppliciis extinctus est.


Dopo queste sciagure i Cartaginesi chiesero che il comandante Attilio che avevano fatto prigioniero di partire per Roma per ottenere la pace dai Romani e fare uno scambio di prigionieri. Egli essendo giunto a Roma, entrato in senato, non si era comportato quasi da romano e disse che da quel giorno in cui era venuto in potere degli Africani aveva desiderato essere Romano. Così allontanò la moglie da un abbraccio e persuase il senato che non si facesse la pace con i Cartaginesi. Disse che quelli, avviliti da tante calamità non avevano alcuna speranza, che non valesse tanto che tante migliaia di prigionieri per uno solo si restituissero, e pochi, quelli che erano stati catturati tra i Romani. Egli ritornò a Cartagine, e mentre si opponevano i Romani, affinché lo trattenessero a Roma, disse che non sarebbe rimasto in quella città, in cui, dopo che era stato schiavo degli Africani non potesse avere l’onore di un onesto cittadino. Ritornato dunque in Africa morì con ogni genere di tormenti

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