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Aureliano vince Zenobia - VERSIONE latino tradotta

Versioni di Latino - traduzioni brani classici - Versioni di Autori Sconosciuti

 

 

 

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 Aureliano vince Zenobia

Autore: sconosciuto

 

 

Aurelianus litteras ad Zenobiam misit deditionem illius petens, vitam promit­tens. Hac epistula accepta Zenobia superbius insolentiusque rescripsit quam eius fortuna poscebat: "Nemo adhuc praeter te hoc, quod poscis, litteris petit. Deditionem meam petis, quasi nescias Cleopatram reginam perire maluisse quam in qualibet vivere dignitate. Nobis Persarum auxilia non desunt, pro nobis sunt Saraceni, pro nobis Armeni. Quid? Si igitur illa venerit manus, quae undique speratur, pones profecto supercilium, quo nunc mihi deditio­nem, quasi victor, imperas". His acceptis litteris Aurelianus non erubuit, sed iratus est statimque collecto exercitu ac ducibus suis undique Palmyram ob­sedit neque quicquam aut imperfectum aut incuratum vir fortis reliquit; deni­que multa vi mulierem potentissimam vicit. Victa igitur Zenobia cum fugeret camellis, quos dromedas vocitant, equitibus missis est capta atque in Aurelia­ni potestatem deducta


Aureliano mandò una lettera a Zenobia, chiedendone la resa, promettendole salva la vita. Ricevuta questa lettera, Zenobia rispose con più insolenza e superbia di quanto la sua condizione consentisse: “Nessuno finora eccetto te ha chiesto per lettera ciò che chiedi . Tu chiedi la mia resa, come se non sapessi che la regina Cleopatra ha preferito perire che vivere in una condizione qualsiasi. Non ci mancano gli aiuti dei Persiani, dalla nostra parte sono i Saraceni e gli Armeni. Che cosa? Se dunque arriverà quell'esercito, che da ogni parte si attende, metterai da parte sicuramente l’arroganza, con la quale ora mi imponi la resa, come se vincitore”. Aureliano non provò un briciolo di vergogna, ricevuta questa lettera, anzi si adirò e subito, adunati l’esercito e i suoi comandanti, assediò Palmira da ogni parte nè, da uomo forte, lasciò nulla di incompiuto o trascurato; alla fine battè con l'impiego di notevole forza la donna potentissima. E dunque Zenobia, vinta mentre fuggiva con cammelli, che sono soliti chiamare dromedari, essendo stati mandati dei cavalieri, fu catturata e consegnata nelle mani di Aureliano

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