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Autore: sconosciuto
Sulla morte del Re Tullio
Cum Sabini devicti essent, et in magna gloria magnisque opibus regnum Tullii floreret, nuntiatum regi patribusque est, in monte Albano lapidibus pluvisse, quod infaustum praesagium habitum est. Haud ita multo posi, cum pestilentia Romani laborarent, ipse quoque rex morbo est implicitus. Tum, cum graviter fracti essent, simul cum corpore, eius spiritus, Tullius, qui nihil antea putaverat minus regium esse, quam sacris dedere, repente omnibus magnis parvisque superstitionibus obnoxius fuit.
Essendo i Sabini, stati sconfitti e il regno di Tullio fioriva in grande gloria e grande potenza, fu annunziato al re ed agli anziani che sul monte Albano erano piovute pietre, cosa che fu interpretata come un infausto presagio. Non molto dopo, mentre i Romani erano travagliati dalla pestilenza, anche lo stesso re fu colpito dalla malattia. Allora, poiché si erano gravemente indeboliti, insieme con il corpo, anche i suoi spiriti , Tullio, che prima aveva giudicato nulla meno pertinente ad un re che dedicarsi alle cose sacre, d'improvviso fu schiavo di grandi e piccole superstizioni.
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