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Felice governo di Pericle - VERSIONE latino LITTERA litterae

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 Felice governo di Pericle

Autore: sconosciuto              littera litterae

 

Pericli, Xanthippi filio, clari Atheniensium ducis, bona indoles nobilesque mores erant. Iuvenis libenter de litteris disserebat et frequentibus largitionibus civium benevolentiam sibi comparabat. Statim ad popularium partes accessit et imperium Athenis celeriter occupavit. Disertus orator ac prudens imperator, Athenas rexit mirabili consilio, urbem splendidis marmoreis aedibus ornavit ac magnificam reddidit. Omni cura bella vitavit et saepe dixit: "Si cives mei sapientiae admonitionibus paruerint, numquam bella gerent, at armis Atticae fines custodient ac defendent". Pestilentia decessit Peloponnesiaco bello. Periclis autem repentina mors Athenarum perniciei causa fuit: Athenienses enim, Periclis consiliorum immemores, statim Alcibiadis verbis aures dediderunt et ingenti classe copias suas in Sicliam traiecerunt. At expeditio infelicem finem habuit: in hostium insidias Athenienses ceciderunt et fere omnes libertatem vitamque ammissae sunt.

Pericle, figlio di Santippo, famoso comandante degli Ateniesi, aveva una buona indole e costumi nobili. Da giovane discorreva volentieri di letteratura e attraverso frequenti elargizioni si procurava la benevolenza dei concittadini. Subito si schierò dalle parti dei popolari e si impossessò velocemente del governo ad Atene. Oratore eloquente e comandante saggio, amministrò Atene con ammirabile saggezza, adornò la città con splendidi tempi marmorei e la rese magnifica. Con ogni sollecitudine evitò le guerre e spesso disse: "Se i miei concittadini daranno retta agli avvertimenti della prudenza, non faranno mai guerra, ma sorveglieranno e difenderanno con le armi i confini dell'Attica". Morì a causa di una pestilenza durante la Guerra del Peloponneso, D'altra parte l'improvvisa morte di Pericle fu la causa della rovina di Atene: gli Ateniesi infatti, dimentichi dei consigli di Pericle, subito diedero diedero ascolto alle parole di Alcibiade e con un'ingente flotta fecero passare le sue truppe in Sicilia. Ma la spedizione ebbe una cattiva conclusione: gli Ateniesi caddero in un agguato dei nemici e quasi tutti persero la libertà e la vita.

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