

Versioni di Latino - traduzioni brani classici - Versioni di Autori Sconosciuti
Autore: sconosciuto
Cum duo milites in latronem incidissent, alter profugit, alter autem restitit et forti dextera se vindicavit. Latrone occiso, timidus accurrit comes strictoque gladio, reiecta penula: "Eia ergo" inquit "ubinam est latro ille? Iam faciam ut sentiat quos viros attemptaverit!". Tunc, qui depugnaverat: "Nunc venis me auditurus, pessume? Cur modo fugisti nec saltem verbis istis animum meum confirmavisti? Nunc condem ferrum et linguam pariter futilem ut possis alios te ignorantes fallere; ego, qui vidi te tantis viribus fugientes, scio fidem tuam certam non esse cuiquam." Haec narratio docet illum dubia re saepe fugere qui in rebus secundis fortis est.
due soldati avendo incontrato un brigante, uno fuggì, l'altro invece rimase e si vendicò con la forte mano destra. Ucciso il brigante, accorse il compagno pauroso e impugnata la spada, byttato indietro il mantello disse: "Ehi allora dove mai sta quel brigante? Farò subito in modo che capisca quali uomini assalì!". Allora, quello che aveva combattuto disse: "Vieni ora per aiutarmiaiutarmi, incapace (sott. che non sei altro)? Perché poco fa sei fuggito e non hai neppure incoraggiato il mio animo con queste parole? Ora nascondi la spada nella guaina e riponi allo stesso modo l'inutile lingua affinché tu possa ingannare altri che non ti conoscono, io (invece) che ho visto che scappavi con tante forze, sono a conoscenza (scio) che la tua lealtà non è certa per nessuno". Questa narrazione insegna che quello che è forte nelle situazioni favorevoli spesso scappa in situazioni dubbie.
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