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Il Console Duilio applica i corvi alle navi romane - VERSIONE latino e traduzione

Versioni di Latino - traduzioni brani classici - Versioni di Autori Sconosciuti

 

 

 

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 Il console Duilio applica i corvi alle navi Romane

 Autore: sconosciuto

 

Le ragioni del latino versione 167 pag. 85

 

Bello Punico primo Duilius consul primis Romanorum in mari proelium devicit. Is, quod videbat naves Romanas tardas impeditasque esse, naves Carthaginienses autem citas expeditasque, harpagones ferreos, a militibus ”corvos” vocatos, instituit. Satis constat illam machinam utilissimam Romanis fuisse; nam Romanorum milites primum illis corvis hostium navem ex puppi apprehendebant, deinde pontem imponebant et gladiis, velut terrestri pugna, dimicabant. In pugna apud Mylas Romani multas naves hostium merserunt, multas ceperunt; Duilius primum triumphum navalem egit. Haec victoria pergrata Romanis fuit: terra invicti, iam mari multum valebant. Hoc praecipuum beneficium propter eius virtutem Duilio senatores tribuerunt: vespere tibicen praecinens et custodes funalia gestantes publice eum per urbem honoris causa domum reducebant.

 

 

Durante la prima guerra punica, il console Duilio, primo  dei Romani, vinse una battaglia in mare. Egli, poiché vedeva che le navi romane erano lente e piene di difficoltà, mentre le navi cartaginesi veloci e sicure, costruì dei grossi uncini di ferro chiamati dai soldati “corvi”. È abbastanza noto che quel congegno fu utilissimo per i Romani; infatti i soldati dei Romani dapprima agganciavano la nave dei nemici dalla poppa con quei corvi, poi mettevano sopra un ponte e combattevano con le spade come in una battaglia terrestre. Nella battaglia di Milazzo affondarono molte navi nemiche e ne presero molte altre: Duilio per primo celebrò un trionfo navale. Questa vittoria fu graditissima ai romani; invincibili per terra, già valevano molto per mare. A causa della sua forza i senatori attribuirono a Gaio Duilio quest’illustre beneficio: per la sua carica, la sera un flautista suonando e delle guardie recanti delle torce lo scortavano a casa per la città a spese dello Stato.

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