.

Il giudizio di Paride - VERSIONE latino LITTERA LITTERAE

Versioni di Latino - traduzioni brani classici - Versioni di Autori Sconosciuti

 

 

 

Image

 Il giudizio di Paride

Autore: sconosciuto

 

Abbiamo tre traduzioni diverse ma con lo stesso titolo

littera litterae 1A

 

Tutti gli dei furono convocati da giove alle nozze di Peleo e Teti tranne la dea Discordia. a essa dopo sopraggiunse e gettò dalla porta una mela in mezzo ai presenti dicendo : "prenda questa, quella che è la più bella" venere,Giove e Minerva incominciarono ad attribuire asè stesse la bellezza e fra di loro grande fu la lite: allora Giove comandò a Mercurio di condurle sul monte Ida da Alessandro Paride affinchè esprimesse un giudizio. Da tutte le dee un prezioso dono fu promesso a Paride, ma Venere gli promise in matrimonio Elena, splendida figlia di Tindaro, re degli spartani. paride scelse allora questo dono e giudicò Venere la più bella.
Pertanto Giunone e Minerva furono sempre ostili ai Troiani.

-------------- 

Cum Thetis Peleo nuberet,dicitur Iuppiter ad epulum omnes deois convocavisse,praeter Discordiam. Quae cum postea supervenisset nec admitteretur ad epulum, ab ianua super mensam aureum malum coniecit, in quo inscripserat: "Formosissimae dearum".Statim magna contentio exstitit inter Iunonem,Minervam et Venerem:nam unaquaeque earum adfirmabat malum sibi contingere debere.Tum Iuppiter,cum deas iratas conciliare non potuisset, eas cum Mercurio in montem Idam misit ad pastorem,Paridem nomine, qui de earum pulchritudine iudicaret.Cui Iuno, si se dormosissimam esse iudicavisset, promisit in omnibus terris eum regnaturum esse;Minerva, si inde victrix discederet,fortissimum inter mortales eum futurum esse;Venus autem Helenam,formosissimam omnium mulierum,se in coniugium ei daturam esse.Paris hoc donum prioribus anteposuit, Veneremque pulcherrimam esse iudicavit.Qua re Iuno et Minerva postea Troianis infestae fuerunt;Parus autem,Veneris impulsu,Helenam a Lacedaemone ab hospite Menelao abduxit eamque uxorem duxit.

Quando Tet sposòi Peleo, si narra che Giove abbia convocato al banchetto tutti gli dei eccetto la (dea) Discordia. Quella essendo giunta dopo e non essendo ammessa al pranzo, dalla porta gettà un pomo d'oro sulla mensa, nel quale era scritto: Alla dea più bella. Subito ci fu una grande contesa tra Giunone, Minerva e Venere: infatti ognuna di loro affermava di doversi aggiudicare la mela. Allora Giove, non potendo conciliare le dee irate, mandò quelle con Mercurio sul monte Aida dal pastore, di nome Paride, affinchè giudicasse in bellezza quelle. A quello Giunone promise che avrebbe regnato su tutte le terre, Minerva se la considerasse la vincitrice, lo avrebbe reso il più forte tra i mortali, Venere gli avrebbe dato in sposa Elena la più bella tra tutte le donne. Paride antepose questo dono ai precedenti, e giudicò la più bella Venere. Per tale ragione in seguito Minerva fu ostile ai troiani. Paride tuttavia, spinto da Venere, condusse Elena da Sparta dall'ospite Menelao e la sposò.

 

---------------

Alexander in agris laborabat. Ubi deae in terram descendunt, formas divinas magnopere timet et in silvas finitimas currit. Deae Alexandrum ex silvis vocant et fabulam pomi aurei narrant. "Iuppiter - inquiunt - Alexandrum iubet deam deligere et pomum aureum dare: arbiter dearum eris et iudicum tuum semper notum erit". Inde gaudium animum Alexandri movet: "Ob iudicium meum - inquit - semper clarus ero". Ita deae promissa magnis animum Alexandri sollicitant. Iuno potentiam promittit, Minerva promittit sapientiam; sed Venus nuptam pulchram promittit. "Helena, inquit, nupta tua erit: Helenam pulchram etiam dei magni amant". Promisso suo Venus victoriam reportavit, nam Alexander neque potentiam neque sapientiam amavit. In animo semper Helenam pulchram videbat: nuptam tam claram habere constituit. Itaque magno gaudio Venus pomum aureum ad Olympum portavit. Iuno et Minerva iratae erant et postea in bello Troiano Graecos semper adiuvabant. Iudicium Alexandri erat causa periculorum multorum Troianis.

Alessandro lavorava nei campi. Quando discendono in terra le dee, teme grandemente le apparizioni divine e corre nei boschi vicini. Le dee chiamano Alessandro dai boschi e raccontano la favola della mela d’oro. “Giove - dicono - ordina che Alessandro scelga una dea e le dia la mela d’oro: sarai arbitro delle dee e il tuo giudizio sarà per sempre noto”. Quindi la gioia smuove l’animo di Alessandro: “Per il mio giudizio - disse - sarò per sempre ricordato”. Così le dee sollecitano l’animo di Alessandro con queste promesse. Giunone promette la potenza, Minerva la sapienza ma Venere promette una bella sposa. “ Elena - disse - sarà tua moglie; la bella Elena che anche i grandi dei amano”. Con la sua promessa Venere riportò la vittoria, infatti Alessandro non amava nè la potenza nè la sapienza. Nell’animo vedeva sempre la bella Elena: stabilì di avere una sposa tanto famosa. Così con grande gioia Venere portò la mela d’oro sull’Olimpo. Giunone e Minerva erano arrabbiae e dopo questo avvenimento aiutavano sempre i Greci durante la guerra di Trioia. Il giudizio di Alessandro (dunque) era la causa dei molti pericoli dei Troiani.
_________________
 

-----------------------------------------

E' vietato copiare Le versioni su altri siti e su altri forum le versioni sono solo ad uso personale degli studenti eventualmente METTERE Il LINk di questa pagina di questo sito. 

 

 

 

 

bottom
top
HomeContattaciSiti AmiciCercaFORUM - S.O.S. compitiPubblicitàCome funziona questo sito?Registrati al sito
bottom

Copyright © 2007-2012 SkuolaSprint.it || Tutti i diritti riservati - Vietata ogni riproduzione, anche parziale