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Il ratto delle Sabine - VERSIONE latino e traduzione MODULI DI LINGUA

Versioni di Latino - traduzioni brani classici - Versioni di Autori Sconosciuti

 

 

 

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Il ratto delle Sabine

Autore: sconosciuto / mod. di ling.latina/n. trad. lat.

 

Qui trovi pure quella tradotta dal libro MUNERA

 

Moduli di lingua latina

TITOLO: Il ratto delle Sabine
AUTORE: Adattata da Eutropio
LIBRO: Moduli di lingua latina (pag148 n5)

Romulus postquam Romam condidit haec fere egit. Multitudinem finitimorum in civitatem recepit, centum senes legit quos senatores nominavit propter senectutem. Sed uxores ipse et populus suus non habebant; itaque invitavit ad spectaculum ludorum vicinas urbi Romae nationes atque earum virgines rapuit. Postquam nationes bella commoverunt propter rapitarum iniuriam, Caeninenses vicit, Antemnates, Crustuminos, Sabinos, Fidenates, Veientes. Haec oppida urbem cingunt. Post Romuli mortem Romae per quinos dies senatores imperaverunt.

Romolo dopo che fondò Roma, fece queste cose crudeli. Accolse nella città una moltitudine di confinanti, elesse cento anziani i quali nominò senatori a causa della vecchiaia. Ma egli stesso e il suo popolo non avevano mogli, pertanto invitò ad uno spettacolo di giochi le popolazioni vicine alla città di Roma e rapì le fanciulle di esse. Dopo che le popolazioni scatenarono una guerra a causa delle offese delle rapite, vinse i Cininensi, gli Antemnati, i Sabini, i Fidenzi e i Veientini. Queste città fortificate cinserò la città. Dopo la morte di Romolo a Roma i senatori governarono per cinque giorni ciascuno.

 

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Dal libro: ''Nuovo tradurre dal latino'' di Marco Moscio
[versioni per il biennio]
Titolo: Il ratto delle sabine
n.124 pag.98


Prima frase: ''Iam res publica romana tam valida erat...''
Seconda frase: ''...sed romani brevi tempore sabinos eorumque socios devicerunt.''

La repubblica romana era ormai tanto salda da essere i in numero pari di cittadini con i popoli confinanti. Ma la città era povera di donne. Pertanto Romolo inviò dei messi ai popoli vicini per chieder loro di dare in moglie le proprie figlie ai Romani.
Ma poiché gli inviati dei Romani non furono per nulla accolti con il favore, il re si impossessò delle donne con l’inganno. Organizzò i giochi solenni in gran pompa e invitò in città le popolazioni vicine. Ardenti per il desiderio degli spettacoli, tutti gli uomini accorsero a Roma con le moglie ed i figli; tra di essi vi erano pure i Sabini.
Mentre tutti assistevano ai giochi, improvvisamente, su ordine del re, tutti i Romani trascinarono con la forza nelle loro case le vergini dei Sabini, quelle che ciascuno aveva rapito. I genitori, privati delle proprie figlie, fuggirono con grande strepito e chiesero aiuto ai vicini, per vendicare l’offesa dell’ospitalità profanata.Così scoppiò una dura guerra, ma i Romani in breve tempo sconfissero i sabini e i loro alleati

Ancora altra versiione con testo latino diverso ma stesso titolo

Romulus, Rheae Silviae et Martis filius, in Palatino colle Romam condit. Sed in novo oppido incolarum inopia est: itaque Romulus advenis promittit asylum et perfugarum turba a vicis Latii in oppidum accurrit. Primi Romani divitias non habent: in parvis casis habitant, agros exiguos colunt, agnos caprasque pascunt, e terra necessaria ad vitam trahunt et parvo contenti sunt. Sed per multos annos feminas non habent. Tum callidus ludisque ad ludorum specatuculum invitat et nocte inter ludos repente Romani puellas Sabinas rapiunt. Sabini iniuriam non tolerant et prima luce Romanis bellum indicunt; sed Sabinae feminae proelium interrumpunt et concordiam reconciliant. Romani puellas Sabinas unum populum constituunt.


Romolo, figlio di Rea Silvia e Marte, fonda sul colle Paltino Roma. Ma nella nuova cittadella c’è scarsezza di abitanti: perciò Romolo promette asilo agli stranieri e la folla dei fuggiaschi e dai villaggi del Lazio accorre nella cittadella. I primi Romani non hanno ricchezza: abitano in piccole case, coltivano pochi campi, pascolano agnelli e capre, dalla terra traggono le cose necessarie alla vita e sono contenti del poco. Benché non hanno per molti anni donne. Allora esperto ai giochi invita allo spettacolo dei giochi e di notte durante i giochi all’improvviso i Romani rapiscono le ragazze Sabine. I Sabini non tollerano l’offesa e all’alba indicono guerra ai Romani; ma le donne Sabine interrompono la battaglia e ristabiliscono la pace. I Romani costituiscono le donne Sabine un unico popolo.

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