Il re Mida - VERSIONE latino e traduzione

Il re Mida
versione latino e traduzione da vari libri di testo scolastici

Il link di traduzione sottostante contiene versioni con questo stesso titolo  da vari libri di testo

VERSIONE NUMERO 1 dal libro la versione latina nel biennio pagina 127 numero 131 da Valerio Massimo

Quis fortunatior, at stultior quoque rege Mida fuit? Nam Mida avidissimus Phrygiae rex, a diis incredibilem facultatem obtinuit:quae tangebat, in aurum mutabat.Qua facultate laetus, plurima in aurum mutavit et ingentes divitiae ab eo congestae sunt.Sed quid brevi tempore accidit?In aurum mutabat etiam cibos;qua re non solum victu carebat, sed suam felicitatem cito amisit.Quod eum omnium miserrimum reddidit.Tum pristinam vitae condicionem recuperare desideravit deosque oravit:"Qua calamitate a vobis opprimor?Ex hac miseria me eripite!"Tum, deorum monitu, se in flumen Pactolum demisit atque illa terribili facultate se liberavit. Qui semper divitias quaerunt, strenuae infelicitatis praeda sunt.

Chi fu più stolto e fortunato del re Mida? Infatti Mida, re assai avido della Frigia, dagli dei ottenne una incredibile facoltà : ciò che toccava, trasformava in oro. Felice per tale facoltà, cambiò molte cose in oro e accumulò grandi ricchezze. Ma mutava in oro anche il cibo, per tale ragione non solo di cibo ma perse anche la sua felicità. Per questo divenne il più infelice di tutti. Allora desiderava tornare alla sua precedente condizione e pregò gli dei. Per monito degli dei si gettò nel fiume Pactolum e si liberò di quella tremenda condizione. Quelle che chiedono sempre le ricchezze, sono vittime di una strenue infelicità.

VERSIONE N. 2

Midas, rex Mygdonius, filius Matris deae, a Tmolo sumptus est eo tempore quo Apollo cum Marsya fistula certavit. Cum Tmolus victoriam Apollini daret, Midas dixit Marsyae potius dandam. Tunc Apollo indignatus Midae dixit: "Quale cor in iudicando habuisti, tales et auriculas habebis". Quibus auditis, effecit ut asininas haberet aures. Eo tempore Liber pater cum exercitum in Indiam duceret Silenus aberravit, quem Midas hospitio liberaliter accepit atque ducem dedit qui eum in comitatum Liberi deduceret. At Midae Liber pater ob beneficium dedit potestatem, ut quicquid vellet peteret a se. Midas petiit ut quicquid tetigisset aurum fieret. Quod cum impetrasset et in regiam venisset, quicquid tetigerat aurum fiebat. Cum iam fame cruciaretur, petit a Libero ut sibi speciosum donum eriperet; quem Liber iussit in flumine Pactolo se abluere, cuius corpus aquam cum tetigisset facta est colore aureo; quod flumen nunc Chrysorrhoas appellatur in Lydia.

Mida, re frigio, figlio della dea Madre, fu scelto da Tmolo in quel periodo nel quale Apollo competé con Marsia con il flauto. Mentre Tmolo assegnava la vittoria ad Apollo, Mida disse che bisognava attribuirla invece a Marsia. Allora Apollo, sdegnatosi, disse a Mida: "Le tue orecchie diventeranno esattamente quale è stato il tuo cuore nell’emettere il giudizio. E dopo che furono udite queste parole, fece in modo che avesse orecchie come un asino. In quel periodo, mentre il padre Libero conduceva il (suo) stuolo in India, Sileno smarrì la strada, e Mida gli offrì generosamente ospitalità e gli diede una guida che lo accompagnasse dal séguito di Libero. Ma il padre Libero offrì a Mida per il suo favore la possibilità di chiedergli qualunque cosa volesse. Mida chiese che qualunque cosa avesse toccato diventasse oro. E dopo aver ottenuto ciò ed essere arrivato nella reggia, qualunque cosa toccasse diventava oro. Ma essendo ormai afflitto dalla fame, chiese a Libero di togliergli quel magnifico dono; e Mida gli ordinò di bagnarsi nel fiume Pattolo, e dopo che il suo corpo ne ebbe toccata l’acqua, questa diventò del colore dell’oro; e quel fiume adesso in Lidia si chiama Crisorroa ( "Corrente d’oro").

ALTRA SENZA TESTO LATINO LIBRO SCONOSCIUTO

QUANDO BACCO ANDO' IN INDIA, SILENO DAL QUALE ERA STATO EDUCATO,SI ALLONTANò DALLA VIA. IL RE MIDA LO OSPITò E GLI DIEDE UNA GUIDA CHE LO RICONDUCESSE DA BACCO.QUESTI PER CONTRACCAMBIARE IL FAVORE DI MIDA,GLI DIEDE IL PERMESSO DI PRETENDERE QUALUNQUE COSA CHIEDESSE PER Sè.mIDA,AVIDO DI DENARO,CHIESE CHE QUALSIASI COSA TOCCASSE,DIVENTASSE ORO.APPENA COGLIE UN POMO DA UN ALBERO,IL POMO DIVENTA ORO.PPENA INCOMINCIA A MANGIARE E BERE QUALCOSA,IL CIBO E LE BEVANDE DIVENTANO D'ORO:TUTTE LE COSE SPLENDONO DORATE. IL RICCO E MISERO MIDA,DESIDERò EVITARE LE RICCHEZZE CHE PRIMA DESIDERO'. L'ABBONDANZA D'ORO,NON ALLEVIA LA FAME E L'ARIDA GOLA è TORMENTATA DALLA SETE. INFINE,ALZANDO LE MANI AL CIELO:"HO PECCATO" DISSE,"O BACCO,Dà IL PERDONO E LIBERAMI DALMAGNIFICO DONO" BACCO GLI ORDINò DI LAVARSI NEL FIUME PATTOLO.QUANDO IL CORPO DI MIDA EBBE TOCCATO L'ACQUA DEL FIUMI,IL COLORE DELL'ACQUA DIVENTò AUREO. ALLORA MIDA FU LIBERATO DAL DANNOSO DONO.

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