Il viaggio di Enea e la fondazione di Lavinio
Autore: sconosciuto
Versione 2 pag.94 nuovo comprendere e tradurre vol.1.
Titolo: IL VIAGGIO DI ENEA E LA FONDAZIONE DI LAVINIO, autore sconosciuto.
Inizio: “Cum Troia a Graecis expugnatur…”
Fine: “Albam Longam condit”
Quando Troia viene espugnata dai Greci e distrutta da un grande incendio, Enea, figlio di Anchise e della dea Venere, evade dalla città con il padre e il piccolo figlio Ascanio. A lungo vaga per il mare con i suoi compagni: infatti come profugo, per prima cosa si dirige verso la Macedonia, poi giunge a Cartagine presso la regina Didone. La regina, presa d’amore, vuole trattenere con sé l’uomo, ma per ordine degli dei, Enea abbandona Didone e deve continuare il viaggio. Enea approda in Sicilia dall’Africa, poi dalla Sicilia giunge nel Lazio. Lì è accolto benevolmente da Latino, re dei Latini, che promette in matrimonio sua figlia Lavinia all’eroe troiano. Turno, re dei Rutuli, che era il fidanzato di Lavinia, muove una guerra contro i Troiani. I troiani, dopo una lunga guerra con un duro combattimento in cui Turno è ucciso da Enea, vincono gli avversari e distruggono l’accampamento dei Rutili. Allora i troiani e i Rutili stipulano una pace, Enea sposa Lavinia e fonda una città che è chiamata Lavinio. Poi Ascanio, figlio di Enea, abbandona Lavinio e fonda una nuova città nel Lazio, Albalonga.
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