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La storia di Roma - versione latino e traduzione

Versioni di Latino - traduzioni brani classici - Versioni di Autori Sconosciuti

 

 

 

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La storia di Roma

Autore: sconosciuto

 

 

Letture latine 

 

Antiquitus Roma parvus vicus erat, ubi agricolae vivebant, contenti parvo; inter viros magna concordia erat, sed erga finitimos saepe pugnabant: strenui et duri incolae Romae terram magnam finitimorum magno animo armis petebant. Deinde Romae reges creati sunt: nonnulli boni, strenui et honesti erant, patriam contra inimicos tuebant, iustitia administrabant et aedificia publica nova et splendida aedificabant. Se postremo Tarquinius Superbus, Tuscus origine, iniquus erga Romanos erat, iniustus et avidus: tum Romani strenue e patria pellunt et Romam liberam reddunt. Post Tarquinium Roma numquam regnum est, sed respublica et boni viri, patricii appellati, officia et negotia administrabant; populus autem liber erat sed saepe in inopia vivebat, apud patricios plebei servi erant et in magnis villis acriter serviebant, agros colebant magnos, sed nihil habebant liberis et mulieribus. Quare, quia contenti non erant et saepe ne cibum quidem habebant, contra patricios rebellabant et agros relinquebant.

Anticamente Roma era piccolo villaggio, dove vivevano degli agricoltori, soddisfatti del poco; vi era grande armonia tra gli uomini, ma combattevano spesso contro i vicini: gli austeri e valorosi abitanti di Roma attaccavano in armi la grande terra dei vicini con grande coraggio. In seguito a Romavennero creati i re: alcuni erano probi, diligenti e onesti, proteggevano la patria contro i nemici, amministravano la giustizia [iustitiam? Oppure, se iustitia, con giustizia] e costruivano nuovi e sontuosi edifici pubblici. Ma da ultimo Tarquinio il Superbo,  Tosco di origine, era iniquo nei confronti dei Romani, ingiusto e avido: allori i Romani prontamente lo cacciarono dalla patria e resero Roma libera. Dopo Tarquinio Roma non è mai più un regno, ma una repubblica e nobili uomini, chiamati patrizi, amministranvano le cariche e le funzioni pubbliche; il popolo era poi libero ma spesso viveva in povertà, presso i patrizi i plebei erano servi e servivano in grandi ville duramente, coltivavano grandi campi, ma non avevano nulla per i loro figli e per le loro donne. Perciò poiché non erano contenti e spesso non avevano nemmeno il cibo, si ribellavano contro i patrizi e abbandonavano i campi.
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