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MERCURIO - versione latino e traduzione NOVA LEXIS

Versioni di Latino - traduzioni brani classici - Versioni di Autori Sconosciuti

 

 

 

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 MERCURIO

Autore: sconosciuto

 

Nova lexis mod. a-d n. 8 pag. 119 

 


Mercurius, Maiae filius, magnum imperium habebat et a romanis italicisque incolis magnopere cultus est. Cum aliis diis et deabus plerumque in caelo vivebat et caelicolum convivia lyrae sono delectabat. Aliquando in terram advolavit, quia deorum nuntius erat et nuntii officia sine mora explebat. Petasum enim et calceos sumebat alarumque auxilio e deorum domicilio celeriter terrarum incolis iussa portabat. Erat etiam deus doli, mercaturae, somniorum et pascurorum. Praecipue ab Arcadiae incolis templa atque arae Mercurio erigebantur et in viarum compitis Hermae, seu Mercurii signa, extruebantur. Quotannis totius Arcadiae incolae Hermas coronis ornabant.
Mercurius dextra caduceum destringebat animasque ad Inferum loca ducebat
 

Mercurio, figlio di Maia, aveva un grande potere e dagli abitanti di Roma e dell'Italia fu molto onorato. Viveva con gli altri dei e dee per lo più in cielo e allietava con il suono della lira i banchetti degli dei. Talvolta scese in terra dato che era il messaggero degli dei e compiva senza indugio gli incarichi di portatore di messaggi. Infatti indossava il cappello da viaggio e i calzari e con l'aiuto delle ali dalla dimora degli dei portava velocemente agli abitanti delle terre gli ordini. Era inoltre il dio dell'inganno, del commercio, dei sogni e dei pascoli. A Mercurio erano eretti templi e altari  dagli abitanti dell'Arcadia. Ogni anno tutti gli abitanti dell'Arcadia ornavano con corone le Erme. Mercurio stringeva nella destra un lume e conduceva le anime negli inferi.

 

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DA LITTERA LITTERAE 

E Romanorum deis Mercurius potens erat: Maiae filius, cum aliis diis et deabus plerumque in caelo vivebat et caelicolum convivia lyrae sono delectabat. Aliquando in terram solus advolabat, quia deorum nuntius erat et nuntii officia sine mora explebat. Alas enim petaso et calceis aptabat alarumque auxilio e deorum domicilio celeriter in terram iussa portabat. Erat etiam deus doli, mercaturae, somniorum et pascuorum. Praecipue ab Arcadiae incolis templa atque arae Mercurio erigebantur et in viarum compitis Hermae, seu Mercurii signa, exstruebantur. Quotannis totius Arcadiae incolae Hermas coronis ornabant. Mercurius dextra caduceum destringebat animasque ad Inferum loca ducebat.

Tra gli dei dei Romani Mercurio era importante: figlio di Maia, con la maggior parte degli altri dei e dee viveva in cielo e si dilettava degli dei col suono della lira ai banchetti degli dei. Talvolta volava da solo verso terra, poiché era il messaggero degli dei e completava senza indugio il dovere del messaggero. Infatti preparava le ali con il petaso e i calzari e con l’aiuto degli alari dalla sede degli dei portava celermente gli ordini a terra. Era anche il dio dell’astuzia, del commercio, dei sogni e dei pascoli. Specialmente dagli abitanti dell’Arcadia furono eretti templi e altari a Mercurio e furono disposti nelle vie are ad Hermes, o contrassegni di Mercurio. Ogni anno tutti gli abitanti dell’Arcadia ornavano le Erme di corone. Mercurio sfoderava nella destra il caduceo (bastone dell’araldo) e conduceva le anime al luogo degli Inferi (all’Inferno).
 

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