

Versioni di Latino - traduzioni brani classici - Versioni di Autori Sconosciuti
Autore: sconosciuto da Valerio Massimo
Da Littera Litterae 1a n. 3 pag. 114
Inizio: Etruscis in Urbem ponte Sublicio irrumpentibus, Horatius Cocles extremam eius partem occupavit totumque hostium agmen...
Fine: Quapropter discententes Etrusci dicere potuerunt " romanus vicimus, ab Horatio victi sumus"
Autore: Valerio Massimo
Quando gli Etruschi irruppero in città(Roma) attraverso il ponte Sublicio, Orazio Coclite occupò tutta la parte più lontana(del ponte) e combattè un' infaticabile guerra contro la schiera di soldati, finché il ponte dietro le sue spalle venne tagliato, quando vide la patria liberata dal pericolo imminente, si gettò armato nel Tevere. Gli dei immortali sorpresi dal valore di quello, gli diedero l’incolumità totale; infatti, né scosso(letteralmente squassato) per l’altezza della caduta, né schiacciato dal peso dell'armatura, né travolto da nessun vortice, né ferito dalle frecce: ebbe un buon successo nella traversata. Attirò su di sé gli sguardi di tanti cittadini e tanti nemici, sguardi pieni di ammirazione (quelli), incerti tra la gioia e la paura questi; una sola persona separò due eserciti impegnati corpo a corpo in un’ asprissima battaglia, respingendone uno e difendendo l’ altro; uno solo apportò tanta difesa con il suo intervento, quanto (aiuto apportò) con l’ utilizzo del fiume. Così i discendenti dei etruschi poterono dire “Abbiamo vinto i Romani, siamo stati sconfitti da Orazio.
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