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Profilo di Cesare - VERSIONE LITTERA LITTERAE e traduzione

Versioni di Latino - traduzioni brani classici - Versioni di Autori Sconosciuti

 

 

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Profilo di Cesare

Autore: Sconosciuto

 

Littera, ae 1B pag. 52 n° 3

 

Caio Iulio Caesari, nobilissimo omnium Romanorum, praeacutum ingenium magnaque rerum militarium peritia fuerunt, adeo ut omnes aequales superaret. Admodum iuvenis tam studiosus Latinarum quam Graecarum litterarum erat, sed armorum gloriam summo studio optavit. Ideo clarissimus scriptor atque maxime strenuus imperator fuit. Nemo ignorat praetorem eum in Hispaniā fuisse atque asperrimo bello Lusitanos, fortissimos ex omnibus Hispaniae incolis, debellavisse. Postea plurimis ac difficillimis proeliis Galliae tribus populosque subactae sunt ac Romani imperii fines contra barbarorum incursus muniti sunt. Cum Crasso Pompeioque foedus fecerat, sed post Crassi mortem contra Pompeium pugnavit aemulumque in acie apud Pharsalum superavit. Pharsalo Alexandriam navigavit atque celerrimo itinere per Aegyptum in Hispaniam, ubi plurimi hostes erant, properavit. Postea domum remeat; ab eo Roma pulcherrimis monumentis exornatur atque res publica summa administratur sapientiā. Generosior quam prudentior, compluribus inimicis veniam concesserat nimiāque indulgentiā audaciam coniuratorum auxerat. Idibus Martiis Caesaris uxor frustra maritum monuerat ut prudentior esset domique maneret: Caesar uxoris verba neglexit et in Curiam properavit. Ibi Bruto et Cassio cum paucis sociis Romanae rei publicae rectorer pugionibus necatus est.

 

Caio Giulio Cesare, il più illustre di tutti i Romani, ebbe un'acuta intelligenza e una grande conoscenza dell'arte militare, tanto da superare tutti i contemporanei. Giovanissimo, era dedito tanto alla letteratura latina che a quella greca, ma scelse con grandissima passione la gloria delle armi. Per questo motivo fu un famosissimo scrittore e un comandante supremo assai valoroso. Nessuno ignora che fu pretore in Spagna e che con una dura guerra domò i Lusitani, i più forti tra tutti gli abitanti della Spagna. In seguito attraverso moltissime e difficilissime battaglie furono sottomesse le tribù e i popoli della Gallia e furono fortificati i confini dell'impero Romano contro le incursioni dei barbari. Strinse un patto con Crasso e Pompeo, ma dopo la morte di Crasso combatté contro Pompeo e sconfisse il rivale nella battaglia presso Farsalo. Navigò da Farsalo ad Alessandria e con un rapidissimo viaggio attraverso l'Egitto si affrettò in Spagna, dove si trovavano moltissimi nemici. Quindi fa ritorno in patria; Roma fu adorna da lui con monumenti bellissimi e lo Stato fu governato (da lui) con grandissima saggezza. Più generoso che prudente, aveva concesso perdono a parecchi nemici e con troppa indulgenza aveva accresciuto l'audacia dei congiurati. Alle Idi di Marzo la moglie di Cesare invano aveva esortato il marito affinché fosse più prudente e rimanesse a casa: Cesare non diede ascolto alle parole della moglie e si diresse rapidamente verso la Curia. Lì fu uccisa da Bruto e Cassio con i pugnali con pochi compagni la guida dello Stato romano.

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