I Romani conquistano la città di Fidene (Versione latino Livio)

I Romani conquistano la città di Fidene Autore: Livio

Cum romam nuntius allatus esset Fidenates hostili exercitu ad urbem accedere et agrum vastare, Romani Fidenatium iniuriam ferendam non esse arbitrati, statim Aulum Postumium ad hostes repellendos dictatorem creaverunt.

Is omnes cives ad arma sumenda idoneos prima luce extra portam Collinam adesse iussit, proelii commitendi causa. Fidenates, quibus etiam Veientes auxilium tulerant, Postumii exercitum conspicati, agro Romano relicto, in oppidum suum concesserunt.

Romani, hostes insecuti Fidenas obsidione cinxerunt. Sed oppidum, natura loci munitum, nec vi capi poterat nec fame, quia tanta iampridem frumenti copia eo collata erat, ut incolae quamlibet diutinam obsidionem ferre possent.

Ita expugnandi oppidi spe ammissa, dictator imperavit ut cuniculus sub moenibus foderetur; quo opere perfecto, Romani in oppidum ingressi sunt et victoriam ex hostibus rettulerunt. Fidenatibus, qui arma priores ceperant, graves pacis condiciones accipiendae fuerunt.

Quando fu portata a Roma la notizia che i Fidenati si avvicinavano alla città con un esercito ostile e che distruggevano la campagna, i romani, pensando che l'ingiuria dei Fidenati non dovesse essere sopportata, nominarono immediatamente Aulo Postumio dittatore per respingere i nemici.

Egli ordinò che tutti i cittadini adatti si presentassero di primo mattino per assumere le armi al di fuori della porta Collina, per intraprendere la battaglia. I Fidenati, ai quali erano giunti in aiuto anche i Veienti, avendo visto l'esercito di Postumio, abbandonato il campo romano, si ritirarono nella loro roccaforte.

I romani, avendo seguito i nemici, circondarono Fidene con un assedio. Ma la roccaforte, protetta dalla natura del luogo, non poteva essere presa né con la forza né con la fame, poiché in quel luogo era stata portata precedentemente una così grande riserva di frumento, che gli abitanti potevano resistere a qualsiasi lungo assedio.

Coaì persa la speranza di espugnare la roccaforte, il dittatore ordinò che fosse scavato un cunicolo sotto le mura; terminato questo lavoro, i romani entarono nella città e riottennero la vittoria dai nemici. I fidenati, i quali avevano preso le armi per primi, dovettero accettare delle pesanti condizioni di pace.

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