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Ritorno di consoli vincitori (Versione Latina Lectio)

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Ritorno di consoli vincitori

Autore: Livio

 

 

Latina Lectio n. 92 pag. 187

 

Patre non Marcum Livium tantum redire ad Urbem, sed collegam quoque eius Caium Cladium Neronem, qui apud Metarum Carthaginienses fuderat, iusserunt. Id modo in decreto interfuit: quod Marci Livi exercitum reduci, Neronis legiones Hannibali oppositas manere in provincia iusserunt. Inter consules per litteras ita convenit: ut quemadmodum uno animo rem publicam gessissent, ita, quamquam ex diversis regionibus convenirent, uno tempore ad urbem accederent. Praeneste qui prior venisset, collegam ibi opperiri iussus est. Forte evenit ut eodem die ambo Praeneste venirent. Inde, praemisso edicto ut triduo post frequens senatus ad aedem Bellonae adesset, omni moltitudine obviam effusa, ad urbem accessere. Non salutabant modo universi circumfusi, sed contingere pro se quisque victrices dexteras consulim cupientes, alii gratulabantur, alii gratias agebant quod eorum opera hostes impediti essent quominus ad urbem accederent.


I senatori ordinarono che tornasse a Roma non solo marco livio ma anche il suo collega Caio Nerone che aveva messo in fuga i Cartaginesi presso il metauro. Nel decreto ci fu questa differenza: che l'esercito di Marco Livio fosse ricondotto. Le legioni di Nerone aspettassero nella provincia opposte ad Annibale. Tra i consoli ci fu questo accordo per mezzo di lettere. Tra i consoli ci fu questo accordo per mezzo di lettere che come allo stesso modo avevano governato lo stato con le stesse intenzioni, così, sebbene arrivassero da regioni diverse sarebbero entrati in città allo stesso tempo. Il primo che fosse giunto a Preneste avrebbe avuto l'ordine di aspettare in quel luogo (la) il collega. Successe per caso che nel medesimo giorno arrivassero a Preneste ambedue. Quindi, emanato un editto affinchè dopo 3 giorni il senato fosse presente nei pressi del tempio di Bellona, dopo che tutta la popolazione si era precipitata incontro, si avvicinarono alla città. Non solo salutavano tutti quanti sparsi intorno, ma, desiderando ciascuno per conto suo toccare le mani destre vittoriose dei consoli, alcuni si congratulavano, altri ringraziavano, poichè per merito loro ai nemici era stato impedito di avvcinarsi alla città.

 

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