Roma accoglie i rifugiati Etruschi (Versione Latino Livio)

Roma accoglie i rifugiati Etruschi

versione di latino di Livio

Analisi grammaticale della versione:

Per l'analisi, non ci sono cose difficili: 1 ablativo assoluto che tu sai riconoscere, 2 una finale negativa, ne videtur, 3 una finale con supino oppugnatum perchè dipende da mittit verbo di movimento 4 un paio di consecutive che tu sai riconoscere tantum ...ut, adeo .... ut. e altre piccole cose

Omisso Romano bello, Porsena, ne frustra in ea loca exercitus adductus videretur, cum parte copiarum filium Arruntem Ariciam oppugnatum misit. Primo Aricinos res necopinata perculerat; arcessita deinde auxilia et a Latinis populis et a Cumis tantum spei fecere ut acie decernere auderent. Proelio inito, adeo concitato impetu se intulerat Etrusci ut funderent ipso incursu Aricinos: Cumanae cohortes, arte adversus vim usae, declianavere paululum et effusos hostes, conversis signis, a tergo adortae sunt. Ita, in medio prope iam victores, Etrusci caesi sunt. Pars perexigua, duce amisso, quia nullum propius perfugium erat, Romam inermes specie supplicum pervenerunt. Ibi benigne excepti divisique in hospitia. Curatis vulneribus, alii profecti sunt domos, nuntii hospitalium beneficiorum, multos Romae hospitum urbisque caritas tenuit. His locum ad habitandum datus est, quem deinde Tuscum vicum appellaverunt.

Traduzione n. 1

Abbandonata la guerra di Roma, Porsenna, per non avere l’apparenza di aver condotto l’esercito invano in quei luoghi, invia il figlio Arrunte ad assediare Aricia con una parte delle milizie. In un primo momento l'azione imprevista sconvolse gli abitanti di Aricia; Poi, ricevuti rinforzi dalla gente latina e da Cuma, acquisirono una tale fiducia da osare combattere in campo aperto. Intrapreso il combattimento, gli Etruschi si lanciarono contro con un attacco talmente violento che sbaragliarono gli Aricini al primo vero assalto: Le coorti Cumane, adoperando l’abilità contro la forza, si scostarono un pò e fatta una conversione con le armi assalirono alle spalle i nemici che si erano spinti avanti senz’ordine; così gli Etruschi, nel punto di mezzo, già quasi vincitori, furono fatti a pezzi. Una parte molto esigua, perduto il comandante, poiché non c’era alcun rifugio più vicino, si trascinarono a Roma, disarmata sia nella condizione sia nell'aspetto dei supplici. Qui furono accolti benignamente ed alloggiati.

 

traduzione n. 2


Abbandonata la guerra con Roma, Porsenna, per non far vedere di aver condotto le sue truppe invano in quel luogo, inviò il figlio Arrunte a assediare Aricia con parte dell'esercito. All'inizio l'attacco improvviso paralizzò gli Ariciani, poi acquisiti rinforzi dalle popolazioni latine e da Cuma ebbero il coraggio di lottare sul campo fatti di tanta speranza. All'inizio dello scontro gli etruschi si scagliarono in un assalto talmente poderoso da sbaragliare gli aricini nello stesso impeto: le coorti cumane, opponendo la tattica all'uso violento, deviarono un pò e,tornati sui (loro) passi, assalirono alle spalle i nemici sparsi. Così, in mezzo, quasi già vittoriosi, gli etruschi furono uccisi. I pochi superstiti, privi di comandante, poichè nessun rifugio era più vicino, vennero a Roma inermi con aspetto di supplici. Lì furono accolti e divisi benignamente in ospitalità. Curate le ferite, alcuni tornarono a casa, annunciando l'ospitalità e i benefici, molti furono trattenuti a Roma dagli ospiti e dalla carità della città. Fu dato per abitare a questi un luogo, che poi fu chiamato vico etrusco.

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