

Versioni di Latino - traduzioni brani classici - Versioni di Livio
Latina Lectio
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Gabiis captis, Tarquinius pacem cum Aequorum gente fecit et foedus cum Tuscis renovandum curavit. Inde ad negotia urbana curanda animum convertit consiliumque iniit aedificandi templi Iovi in monte Tarpeio ut monumentum regni nominisque sui relinqueret. In hoc aedificando tantae fuerunt impensae ut Pometiae mandubiae, qua destinatae erant perducendo operi ad culmen, vix ad fundamenta suppeditarent. Intentus perficiendo templo, fabris unique ex Etruria accitis, non pecunia solum publica ad id opus est usus, sed etiam operis ex plebe. Haec agenti portentum terribile ei visum est: anguis, ex columna lignea elapsus, cum terrorem fugamque in regia fecisset, ipsius regis subito pavore perculit pectus anxiisque implevit curis. Itaque, cum antea publicis prodigiis interpretandis Etrusci vates adhiberentur, hoc exterritus visu, Delphicum maxime inclitum in terris oraculum consulendum statuit, sed, responsa sortium nulli alii committere ausus, duos filios suos per ignotas eo tempore terras, ignotiora maria, in Graeciam misit.
Dopo aver preso la città di Gabii, Tarquinio fece la pace con il popolo degli Equi e si occupò di rinnovare l'alleanza con i Tusci. Quindi volse l'attenzione alla cura degli affari cittadini e prese la decisione di costruire un tempio a Giove sul monte Tarpeio per lasciare un ricordo del suo regno e del suo nome. Le spese furono tante in questa costruzione, che il bottino di guerra di Pomezia, che era stato destinato per far arrivare l'opera a termine, bastò a mala pena per le fondamenta.. Mentre attendeva a queste cose, gli apparve un terribile presagio: un serpente, dopo esser scivolato fuori da una colonna lignea, dopo aver sparso terrore e ripugnanza nel palazzo reale, colpì con improvviso terrore il petto dello stesso re e lo riempì di ansiosi affanni. E così, prima che i vati Etruschi fossero chiamati per interpretare i pubblici prodigi, atterrito da questa visione, stabilì di consultare l'oracolo Delfico, il più famoso sulla terra, ma non osando affidare i resposi delle sorti a nessun altro, mandò in Grecia due suoi figli attraverso terre ignote in quel tempo e attraverso mari ancora più ignoti.
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