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Un assalto nel cuore della notte (Versione Latino di Livio libro MUNERA)

Versioni di Latino - traduzioni brani classici - Versioni di Livio

 

 

 

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Un assalto nel cuore della notte

versione di latino e traduzione


Erant ultra proxima castra sex milium intervallo distantes aliae copiae Poenorum. vallis cava intererat, condensa arboribus; in huius silvae medio ferme spatio cohors Romana arte Punica abditur et equites. ita medio itinere intercepto ceterae copiae silenti agmine ad proximos hostes ductae et, cum statio nulla pro portis neque in vallo custodiae essent, velut in sua castra nullo usquam obsistente penetravere. inde signa canunt et tollitur clamor. pars semisomnos hostes caedunt, pars ignes casis stramento arido tectis iniciunt, pars portas occupant ut fugam intercludant. hostes simul ignis, clamor, caedes, velut alienatos sensibus, nec audire nec providere quicquam sinunt. incidunt inermes inter catervas armatorum. alii ruunt ad portas, alii obsaeptis itineribus super vallum saliunt et ut quisque evaserat protinus ad castra altera fugiunt, ubi ab cohorte et equitibus ex occulto procurrentibus circumventi caesique ad unum omnes sunt.

C'erano al di là del più vicino accampamento, distanti sei miglia, altre truppe dei Cartaginesi. Nel mezzo si trovava una valle profonda, densa di alberi ; circa al centro di questo bosco, una coorte romana e i cavalieri stavano nascosti secondo la tattica cartaginese (arte Punica ). E così, intercettata la strada che stava in mezzo, le altre truppe furono condotte in schiera silenziosa verso i nemici più vicini, e, non trovandosi nè nessun avamposto davanti alle porte nè sentinelle nella trincea, penetrarono, senza che in nessun luogo qualcuno facesse resistenza, come nel proprio accampamento. Poi intonarono il segnale con le trombe e si levò un gran clamore. Una parte uccide i nemici mezzo addormentati, un'altra getta fiaccole incendiarie sulle capanne coperte di paglia secca, una parte occupa le porte, per impedire la fuga. E contemporaneamente il fuoco, le urla, le uccisioni non permisero ai nemici, come impazziti, nè di sentire nè di provvedere a qualche difesa. Caddero inermi in mezzo a schiere di armati. Alcuni corsero alle porte, altri salirono sopra la trincea, essendo stata occupata ogni via, e, chiunque era riuscito a fuggire, si rifugiò verso gli altri accampamenti, dove, circondati dalla coorte e dai cavalieri che accorrevano dal nascondiglio, furono tutti massacrati fino all'ultimo.

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