Maturità 2018 - L'amicizia

Μετὰ δὲ ταῦτα περὶ φιλίας ἕποιτ' ἂν διελθεῖν· ἔστι γὰρ ἀρετή τις ἢ μετ' ἀρετῆς, ἔτι δ' ἀναγκαιότατον εἰς τὸν βίον.

ἄνευ γὰρ φίλων οὐδεὶς ἕλοιτ' ἂν ζῆν, ἔχων τὰ λοιπὰ ἀγαθὰ πάντα· καὶ γὰρ πλουτοῦσι καὶ ἀρχὰς καὶ δυναστείας κεκτημένοις δοκεῖ φίλων μάλιστ' εἶναι χρεία· τί γὰρ ὄφελος τῆς τοιαύτης εὐετηρίας ἀφαιρεθείσης εὐεργεσίας, ἣ γίγνεται μάλιστα καὶ ἐπαινετωτάτη πρὸς φίλους; ἢ πῶς ἂν τηρηθείη καὶ σῴζοιτ' ἄνευ φίλων; ὅσῳ γὰρ πλείων, τοσούτῳ ἐπισφαλεστέρα. ἐν πενίᾳ τε καὶ ταῖς λοιπαῖς δυστυχίαις μόνην οἴονται καταφυγὴν εἶναι τοὺς φίλους.

καὶ νέοις δὲ πρὸς τὸ ἀναμάρτητον καὶ πρεσβυτέροις πρὸς θεραπείαν καὶ τὸ ἐλλεῖπον τῆς πράξεως δι' ἀσθένειαν βοηθείας, τοῖς τ' ἐν ἀκμῇ πρὸς τὰς καλὰς πράξεις· "σύν τε δύ' ἐρχομένω·" καὶ γὰρ νοῆσαι καὶ πρᾶξαι δυνατώτεροι. φύσει τ' ἐνυπάρχειν ἔοικε πρὸς τὸ γεγεννημένον τῷ γεννήσαντι καὶ πρὸς τὸ γεννῆσαν τῷ γεννηθέντι, οὐ μόνον ἐν ἀνθρώποις ἀλλὰ καὶ ἐν ὄρνισι καὶ τοῖς πλείστοις τῶν ζῴων, καὶ τοῖς ὁμοεθνέσι πρὸς ἄλληλα, καὶ μάλιστα τοῖς ἀνθρώποις, ὅθεν τοὺς φιλανθρώπους ἐπαινοῦμεν. ἴδοι δ' ἄν τις καὶ ἐν ταῖς πλάναις ὡς οἰκεῖον ἅπας ἄνθρωπος ἀνθρώπῳ καὶ φίλον. ἔοικε δὲ καὶ τὰς πόλεις συνέχειν ἡ φιλία, καὶ οἱ νομοθέται μᾶλλον περὶ αὐτὴν σπουδάζειν ἢ τὴν δικαιοσύνην· ἡ γὰρ ὁμόνοια ὅμοιόν τι τῇ φιλίᾳ ἔοικεν εἶναι, ταύτης δὲ μάλιστ' ἐφίενται καὶ τὴν στάσιν ἔχθραν οὖσαν μάλιστα ἐξελαύνουσιν· (Aristotele, Etica a Nicomaco 1155a)

Dopo ciò potrebbe seguire di trattare dell'amicizia: è in effetti una virtù o è accompagnata alla virtù;

inoltre è cosa estremamente necessaria per la vita. Giacchè nessuno sceglierebbe di vivere senza amici, pur possedendo tutti gli altri beni. Pare infatti che abbiano soprattutto bisogno di amici coloro che sono ricchi e chi si è procurato domini e poteri (cariche); quale sarebbe il vantaggio di una tale prosperità, una volta che fosse stata tolta la beneficenza, che si esprime soprattutto ed è assai lodevole nei confronti degli amici? oppure come potrebbe essere custodita e mantenuta (tale prosperità) senza amici? infatti, quanto più è grande, tanto più è vacillante. Nella povertà e nelle altre (restanti) sventure si pensa (gli uomini pensano) che l’unico rifugio siano gli amici.

E che siano aiuto sia ai giovani in vista del non commettere errori sia agli anziani per la loro cura (per essere curati) e in relazione alla loro inferiorità nell’agire (lett.: d’azione) a causa della loro debolezza, e a quelli che sono nel pieno vigore per compiere buone azioni. « in due se ne vanno insieme », e infatti (così) sono più abili a pensare e ad agire. Sembra che l’amicizia sia insita per natura in chi ha generato nei confronti di chi è stato generato e in chi è stato generato verso chi l’ha generato, non solo fra le creature umane, ma anche fra gli uccelli e nella maggior parte degli animali, e negli esseri della stessa specie gli uni verso gli altri, e principalmente negli uomini, per cui noi apprezziamo i «filantropi». Si potrebbe anche vedere durante i viaggi come ogni uomo è familiare per un altro uomo e gli è amico. Sembra che l’amicizia tenga unite anche le città e che i legislatori si preoccupino più di essa che della giustizia; la concordia infatti sembra essere un qualcosa di simile all’amicizia, e mirano soprattutto a questa, e respingono in particolar modo la discordia, che è inimicizia.

Traduzione di Silvano Gardellin (tutor collaboratore skuolasprint, autore del libro "meletàn sympherei" e collaboratore dell'ultima edizione del libro "Ellenisti").

Note dell'autore:

Μετὰ δὲ ταῦτα περὶ φιλίας ἕποιτ' ἂν διελθεῖν· ἔστι γὰρ ἀρετή τις ἢ μετ' ἀρετῆς,

ἕποιτ' ἂν

potrebbe creare problemi nell’individuare il verbo; non si tratta dell’aoristo di λέγω (εἶπον), ma dell’ottativo presente del verbo ἕπομαι.

μετ' ἀρετῆς, un complemento di compagnia con qualcosa di sottinteso; bisogna integrare nella traduzione

ἔτι δ' ἀναγκαιότατον εἰς τὸν βίον. ἄνευ γὰρ φίλων οὐδεὶς ἕλοιτ' ἂν ζῆν, ἔχων τὰ λοιπὰ ἀγαθὰ πάντα· καὶ γὰρ πλουτοῦσι καὶ ἀρχὰς καὶ δυναστείας

πλουτοῦσι

– si tratta del dativo plurale del participio del verbo πλουτέω κεκτημένοις δοκεῖ φίλων μάλιστ' εἶναι χρεία· τί γὰρ ὄφελος τῆς τοιαύτης εὐετηρίας ἀφαιρεθείσης εὐεργεσίας, ἣ γίγνεται

ἀφαιρεθείσης εὐεργεσίας – genitivo assoluto

μάλιστα καὶ ἐπαινετωτάτη πρὸς φίλους; ἢ πῶς ἂν τηρηθείη καὶ σῴζοιτ' ἄνευ φίλων; ὅσῳ γὰρ πλείων, τοσούτῳ ἐπισφα- λεστέρα. ἐν πενίᾳ τε καὶ ταῖς λοιπαῖς δυστυχίαις μόνην οἴονται καταφυγὴν εἶναι τοὺς φίλους. καὶ νέοις δὲ πρὸς τὸ ἀναμάρτητον καὶ πρεσβυτέροις πρὸς θεραπείαν καὶ τὸ ἐλλεῖπον τῆς πράξεως δι' ἀσθένειαν βοηθείας, τοῖς τ' ἐν ἀκμῇ

βοηθείας - «aiuti» … si riferisce agli amici e dipende da οἴονται precedente

πρὸς τὰς καλὰς πράξεις· “σύν τε δύ' ἐρχομένω·” καὶ γὰρ

σύν τε δύ' ἐρχομένω – duale – in due ce se ne vanno ; è una citazione da Iliade libro X

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