Reazione di Cesare alla notizia della morte di Catone Uticense

Reazione di Cesare alla notizia della morte Catone Uticense

Κάτωνα δὲ λαβεῖν ζῶντα φιλοτιμούμενος, ἔσπευδε πρὸς Ἰτύκην· ἐκείνην γὰρ παραφυλάττων τὴν πόλιν, οὐ μετέσχε τοῦ ἀγῶνος.

πυθόμενος δ’ ὡς ἑαυτὸν ὁ ἀνὴρ διεργάσαιτο, δῆλος μὲν ἦν δηχθείς, ἐφ’ ᾧ δ’ ἄδηλον· εἶπε δ’ οὖν· „ὦ Κάτων, φθονῶ σοι τοῦ θανάτου· καὶ γὰρ σὺ ἐμοὶ τῆς σωτηρίας ἐφθόνησας“.

ὁ μὲν οὖν μετὰ ταῦτα γραφεὶς ὑπ’ αὐτοῦ πρὸς Κάτωνα τεθνεῶτα λόγος οὐ δοκεῖ πρᾴως ἔχοντος οὐδ’ εὐδιαλλάκτως σημεῖον εἶναι· πῶς γὰρ ἂν ἐφείσατο ζῶντος, εἰς ἀναίσθητον ἐκχέας ὀργὴν τοσαύτην;

τῇ δὲ πρὸς Κικέρωνα καὶ Βροῦτον αὐτοῦ καὶ μυρίους ἄλλους τῶν πεπολεμηκότων ἐπιεικείᾳ τεκμαίρονται καὶ τὸν λόγον ἐκεῖνον οὐκ ἐξ ἀπεχθείας, ἀλλὰ φιλοτιμίᾳ πολιτικῇ συντετάχθαι διὰ τοιαύτην αἰτίαν.

Cercando (Cesare) di prendere vivo Catone, si affrettava verso Utica: questo infatti poiché sorvegliava la città non aveva partecipato allo scontro. Venne a sapere poi che si era ucciso: allora, non si sa perché, ne fu palesemente colpito e disse: "Invidio la tua morte, o Catone, infatti tu hai disdegnato la sal­vezza che ti avrei accordato» Non però così mite e conciliante si mostrò Cesare in quel­l'opera che più tardi scrisse contro di lui: come si può pensa­re, infatti, che Cesare avrebbe risparmiato Catone da vivo, quando sul suo cadavere scaricò tanto veleno? D'altra parte la benevolenza che Cesare usò nei confronti di Cicerone, di Bruto e di migliaia di altri uomini che pure l'avevano com­battuto, induce alcuni a ritenere che quel trattato sia stato scritto non per un sentimento di astio, ma per un motivo politico

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