IL primo incontro di Agostino con la sacra scrittura (Versione)

IL primo incontro di Agostino con la sacra scrittura versione di latino Autore: Sant'agostino Il nome e il verbo vol 2 pag 191 n. 43

Itaque institui animum intendere in scripturas sanctas et videre quales essent.

et ecce video rem non compertam superbis neque nudatam pueris, sed incessu humilem, successu excelsam et velatam mysteriis. et non eram ego talis ut intrare in eam possem aut inclinare cervicem ad eius gressus.

non enim sicut modo loquor, ita sensi, cum attendi ad illam scripturam, sed visa est mihi indigna quam tullianae dignitati compararem.

tumor enim meus refugiebat modum eius et acies mea non penetrabat interiora eius. verum autem illa erat quae cresceret cum parvulis, sed ego dedignabar esse parvulus et turgidus fastu mihi grandis videba

Così decisi di mettermi a leggere le Sacre Scritture, per vedere com'erano.

E cosa mi trovo davanti? Qualcosa di oscuro ai superbi ma non più accessibile ai piccoli, basso all'approccio e sublime a procedere e velato di misteri: e io non ero il tipo da riuscire a passarci, magari chinando la testa, per quel suo ingresso.

Perché quello che sto dicendo non ha niente a che fare con l'impressione che quel modo di scrivere mi fece allora, quando mi misi a occuparmene: ma mi sembrò semplicemente indegna del confronto con la dignità ciceroniana.

La mia tronfiaggine rifuggiva dalla sua misura, e tutto il mio acume non riusciva a penetrare al suo interno. E invece era fatta per crescere coi piccoli, ma io disdegnavo di farmi piccolo, ed ero gonfio di boria a furia di darmi delle arie.

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