Il sistema educativo (VERSIONE latino Sant'Agostino)

Il sistema educativo
versione di latinoAutore: Sant'agostino

Deus, deus meus, quas ibi miserias expertus sum et ludificationes, quandoquidem recte mihi uiuere puero id proponebatur, obtemperare monentibus, ut in hoc saeculo florerem et excellerem linguosis artibus ad honorem hominum et falsas diuitias famulantibus.

Inde in scholam datus sum, ut discerem litteras, in quibus quid utilitatis esset ignorabam miser. Et tamen, si segnis in discendo essem, uapulabam. Laudabatur enim hoc a maioribus, et multi ante nos uitam istam agentes praestruxerant aerumnosas uias, per quas transire cogebamur multiplicato labore et dolore filiis Adam. Inuenimus autem, domine, homines rogantes te et didicimus ab eis, sentientes te, ut poteramus, esse magnum aliquem, qui posses etiam non apparens sensibus nostris exaudire nos et subuenire nobis. Nam puer coepi rogare te, auxilium et refugium meum, et in tuam inuocationem rumpebam nodos linguae meae et rogabam te paruus non paruo affectu, ne in schola uapularem. Et cum non exaudiebas, quod non erat ad insipientiam mihi, ridebantur a maioribus hominibus usque ab ipsis parentibus, qui mihi accidere mali nihil uolabant, plagae meae, magnum tunc et graue malum meum.


Dio, Dio mio, quante ne ho viste di miserie e di raggiri allora, quando ancora bambino mi proponevano come ideale di vita l'obbedienza a quelli che volevano fare di me un uomo di successo e un vincitore nelle arti della chiacchiera, che servono a procacciare prestigio fra gli uomini e false ricchezze. Fui mandato a scuola, a imparare a leggere e a scrivere, senza avere la minima idea, infelice, di che uso se ne potesse fare. E tuttavia, se ero tardo nell'apprendere, mi battevano. Perché era un metodo approvato dagli adulti, e molti venuti al mondo prima di noi avevano aperto le dolorose vie per cui ci costringevano a passare, tanto per accrescere un pò la dose di fatica e affanno riservata ai figli di Adamo.

Là però trovammo anche, mio Signore, persone che pregavano te, e da loro venimmo a sapere, per quanto era nelle nostre possibilità, che tu esistevi: eri grande, un personaggio capace di ascoltarci e soccorrerci anche senza apparire ai nostri sensi. E da bambino infatti cominciai a pregare te, soccorso e rifugio mio, e sfrenavo del tutto la mia lingua quando ti invocavo: e ti pregavo, per piccolo che fossi, con passione non piccola, di fare che non mi battessero. E siccome non mi esaudivi, a tutto svantaggio della mia ignoranza, gli adulti e perfino i miei genitori, che pure non volevano mi accadesse nulla di male, ridevano delle botte che mi toccavano: come non fossero allora, per me, un male grande e angoscioso.

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