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Lo stratagemma di Calvisio Sabino (Versione Seneca littera litterae)

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Lo stratagemma di Calvisio Sabino

Autore: Seneca

 

Calvisio Sabino memoria tam mala erat, ut illi nomen modo Ulixis excideret, modo Achillis, modo Priami, quos tam bene noverat quam paedagogos nostros novimus.Hanc itaque compendiariam excogitavit: magna summa emit servos, unum, qui Homerum teneret memoria, alterum, qui Hesiodum: novem praeterea lyricis singulos adsignavit. Magno emisse illum non est quod mireris: non invenerat, faciendos locavit. Postquam haec familia illi comparata est, coepit convivas suos inquietare.Habebat ad pedes hos, a quibus subinde cum peteret versus, quos referret, saepe in medio verbo excidebat. Suasit illi Satellius Quadratus ut grammaticos haberet analectas.Cum dixisset Sabinus centenis milibus sestertium sibi constare singulos servos: "Minoris" inquit "totidem scrinia emisses". Ille tamen in ea opinione erat, ut putaret se scire, quod quisquam in domo sua sciret. Idem Satellius illum hortari coepit, ut luctaretur, hominem aegrum, pallidum, gracilem. Cum Sabinus respondisset: "Et quomodo possum? Vix vivo", "Noli, obsecro te" inquit "istuc dicere: non vides quam multos servos valentissimos habeas"?


Calvisio Sabino possedeva una memoria così scarsa che ora gli sfuggiva il nome di Ulisse, ora (il nome) di Achille, ora (il nome) di Priamo, che conosceva così bene quanto noi conosciamo i nostri precettori. Per tale motivo, escogitò questo stratagemma: con una grande somma comprò dei servi, uno, per ricordare Omero, l'altro (per ricordare) Esiodo: inoltre assegnò ai nove poeti lirici uno a testa. Non c’è da meravigliarsi che quello avesse speso una grande somma: non li aveva preparati, li fece istruire a sue spese. Dopo essersi procurato questa servitù, iniziò a tormentare i suoi commensali. Li aveva ai suoi piedi, e pur chiedendo loro ripetutamente versi da declamare, spesso si interrompeva nel mezzo di un discorso. Satellio Quadrato gli consigliò di avere grammatici come raccoglitori degli avanzi della mensa. Quando Sabino disse che ogni servo gli costava centomila sesterzi, disse: "Avresti comprato a meno altrettanti scrigni". Tuttavia lui era dell’opinione, che credeva di sapere ciò che nessuno sapeva in casa sua. Lo stesso Satellio iniziò a esortarlo a praticare la lotta, benché fosse un uomo malato, pallido e gracile. Quando Sabino gli rispose: "E come potrei? Mi reggo in piedi a stento", "Ti scongiuro, non dire così" rispose “non vedi quanti numerosi e robustissimi servi hai"?

 

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