Valore educativo delle difficoltà della vita - Seneca versione latino

Valore educativo delle difficoltà della vita
VERSIONE LATINO DI SENECA

Saepe nos verberat et lacerat fortuna, quia animus noster patientia durandus est. Nam solidissima est corporis pars illa, quam frequens usus agitando duravit. Praebendi fortunae homines sunt ut contra ipsam duriores tolerando fiant, quia adsiduitas periclitandi consuetudinem pericula contemnendi dabit. Sic nauticorum corpora, ferendo mare, dura fiunt, agricolarum aratra regendo manus tritae, athletarum agiliora currendo membra. Id in unoquoque homine solidissimum est quod ipse exercendo firmavit.Quod ceteri sapientes molliter et blande docent, hoc simile mihi videtur illis medicis, qui aegris praebent non quod optimum et celerrimum remedium videtur, sed quod illis libeat. Stoici, contra, virilem ingressi viam, non curae habent ut illa via amoena videatur, sed ut quam primum nos ad illud sapientiae fastigium educant, quod supra fortunam eminet. At loca, per quae vocamur, ardua sunt; sed prima pars tantum saxa rupesque habet, deinde lenis ascensus videbitur. Nos indigne ferimus quod Catonem aestas sua parum intellexerit, et nobis indignum videtur quod illi, legem quandam dissuadenti, toga in foro erepta

Quanto al fatto che tutti gli altri saggi (fa riferimento probabilmente ai filosofi) insegnano in modo blando e senza rigore, questa cosa mi sembra simile a quei medici che offrono ai malati non il rimedio che sembra il migliore e il più veloce, ma quello che a loro risulti gradito. Gli Stoici al contrario intrapresa una strada virile, non si preoccupano che sembri piacevole quella via, ma di condurci quanto prima verso quella vetta della sapienza, che emerge al disopra del caso. I luoghi attraverso i quali siamo chiamati sono di difficile accesso; ma la prima parte presenta solo sassi e rupi, poi di lì la salita apparirà facile. Noi siamo sdegnati del fatto che il suo tempo abbia compreso poco Catone e ci sembra indegno il fatto che a lui, mentre tentava di bloccare una legge, fu strappata via la toga nel foro. Spesso la sorte ci colpisce e ci lacera, poichè il nostro animo si deve indurire con la sopportazione. Infatti è solidissima quella parte del corpo, che il frequente uso indurisce, metteendola alla prova. Gli uomini devono sottomettersi alla sorte, affinché soffrendo diventino più duri contro la stessa, poiché la tenacia nel rischiare darà l’abitudine a disprezzare i pericoli. Così diventano resistenti i corpi dei navigatori, con l'attraversare il mare, esperte le mani dei contadini guidando gli aratri, più agili le membra degli atleti col correre. In ogni uomo è molto solido ciò che egli stesso fortificò con l’esercitarlo.

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