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La saggezza degli antichi (Versione latino Valerio Massimo)

Versioni di Latino - traduzioni brani classici - versioni di valerio massimo

 

 

La saggezza degli antichi

Autore: Valerio Massimo

Nova Lexis pag. 18 N° 6

 

 

Thales, interrogatus an facta hominum deos fallerent, "Ne cogitata hominum quidem" respondit. Itaque non solum manus, sed etiam mentes puras habere volumus, cum secretis cogitationibus nostris caeleste numen adesse credamus. Ac ne quod sequitur quidem minus sapiens. Unicae filiae pater Themistoclen consulebat utrum eam pauperi, sed ornato, an locupleti parum probato conlocaret. Cui is "Malo" inquit "virum indigentem pecunia quam pecuniam viro". Quo dicto stultum monuit ut generum potius quam divitias generi legeret. Demadis quoque dictum sapiens apparet: nolentibus enim Atheniensibus divinos honores Alexandro decernere, "Videte" inquit "ne, dum coelum custoditis, terram amittis".


Talete, interrogato se le azioni degli uomini sfuggissero agli dei, rispose "Neppure i pensieri degli uomini". Pertanto vogliamo avere non solo la mano, ma anche le menti senza colpa, credendo il nume celeste assistere ai nostri pensieri segreti. E neppure l'esempio seguente è meno saggio. Temistocle, padre di un'unica figlia, rifletteva se darla in matrimonio a un povero ma distinto uomo, o a uno ricco poco gradito. A questo egli disse "Preferisco un uomo povero di denaro che il denaro (privo) di uomo. Con questo detto esortò lo stolto a scegliere il genero piuttosto che la ricchezza del genero. Anche il detto di Demade appare saggio: infatti agli Ateniesi che non volevano assegnare ad Alessandro



 

 

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