le ragioni del latino numero 31 pagina 51
Autore: Velleio Patercolo
Bellum Iugurthinum gestum est per Q. Metellum nulli secundum saeculi sui. Huius legatus fuit C. Marius, natus equestri loco, hirtus atque horridus vitaque sanctus, quantum bello optimus, tantum pace pessimus, immodicus gloriae, insatiabilis, impotens semperque inquietus. Hic per publicanos aliosque in Africa negotiantes criminatus est lenitudinem Metelli, trahentis iam in tertium annum bellum, et naturalem nobilitatis superbiam morandique in imperiis cupiditatem. Inde, cum Romam venisset, effecit ut consul crearetur et sibi committeretur summa belli, paene patrati a Metello, qui bis Iugurtham acie fuderat. Metelli tamen et triumphus fuit clarissimus et meritum ex virtute ei cognomen Numidici inditum est.
La guerra giugurtina fu combattuta per mezzo di Quinto Metello, inferiore a nessuno del suo secolo. Il legato di questo fu Gaio Mario, nato dalla cavalleria,di ordine equestre irto e rigido, onesto nella vita; Quanto ottimo in fatto di guerra tanto pessimo in fatto di pace; smodato per la nella gloria, insaziabile, impotente e sempre inquieto. Questo per mezzo dei pubblicani e di altri che negoziavano in Africa accusò l'indulgenza la blandizie di Metello che trascinava ormai la guerra nel verso il suo terzo anno, la naturale superbia della nobiltà e il desiderio di avvincere ai indugiare nei comandi militari. Quindi essendo venuto dopo essere giunto a Roma, fece in modo che fosse eletto come console e che a lui fosse affidata la totalità della guerra, quasi conclusa da Metello, che due volte aveva messo in fuga Giugurta in battaglia. Tuttavia il trionfo di Metello fu molto celebre e come merito per la virtù gli fu dato il cognome di Numidico