Amore e Psiche la felice conclusione (Versione latino Apuleio)

nuovo comprendere e tradurre da pag 209 a pag 219

Iuppiter (Giove) iubet Mercurium deos omnes ad contionem protinus convocare et in regio solio sedens sic enuntiat: "Dei conscripti Musarum albo, omnes profecto scitis quod adolescentem istum manibus meis alui et educavi;

nunc primae iuventutis caloratos impetus freno quodam coercendos esse existimavi.

Tollenda est omnis occasio et luxuria puerilis nuptialibus pedicis alliganda. Puellam elegit: teneat, possideat, amplexus Pychen, semper suis amoribus perfruatur ...

Giove comanda a Mercurio di convocare tutti gli dei subito a un’assemblea e sedendo nel regale trono così riferisce: ”Dei che siete iscritti nell’albo delle Muse sapete tutti certamente che questo giovane con le mie mani ho nutrito e ho cresciuto adesso ho giudicato degli impeti ardenti della prima giovinezza in un certo senso devono essere trattenuti da una briglia.

Deve essere tolta occasione e deve essere trattenuta la lussuria giovanile con dei vincoli matrimoniali. Ha scelto la ragazze che insista che la impadronisca abbracciato da Psiche che goda sempre dei suoi amori”. E a Venere: ”E tu, ”disse”figlia, non rattristarti e non temere per il tuo tanto nobile casato a causa del matrimonio umano.

Già faremo le nozze non dispari ma legittime e corrispondenti alle leggi civili”e subito ordina che attraverso Mercurio venga rapita Psiche e che sia portata in cielo. Portò un bicchiere di ambrosia disse: ”Prendi Psiche e sarai immortale e mai ti separerai dal tuo compagno Cupido ma queste per voi saranno nozze perpetue”. Senza indugio subito fu preparato un pranzo nuziale.

Giaceva sul posto d’onore il marito abbracciando al suo grembo Psiche. Così e con la sua Giunone Giove e poi in ordine tutti gli dei. Allora serviva a tavola Libero una coppa di nettare che è il vino degli dei, Vulcano cuoceva il pranzo; le Ore ornavano ogni cosa di rose e altri fiori; le Grazie spargevano oli, le Muse facevano risuonare canti. Allora Apollo cantò con l’accompagnamento della cetra, Venere al ritmo di una musica soave danzava in modo affascinante. Così secondo il rito Psiche passò sotto il potere di Cupido e nacque la loro figlia che fu chiamata Gioia.

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