L'ingresso di Psiche nel palazzo incantato - Moduli di lingua latina versione latino Apuleio

L'INGRESSO DI PSICHE NEL PALAZZO INCANTATO
Versione latino Apuleio traduzione libro Moduli di lingua latina

Invitata Psyche talium locorum oblectatione, proprius accessit et paulo fidentior intra limen sese facit, ubi horrae sublimi fabrica perfecta magnisque congesta gazis conspicit.

Nec est quicquam, quod ibi non est. Sed praeter ceteram tantarum divitiarum admirationem, hoc erat praecipue mirificum, quod nullo vinculo, nullo claustro, nullo custode totius orbis thesaurus ille muniebatur.

Haec ei summa cum voluptate visenti, offert sese vox quaedam, corporis sui nuda, et: "Quid-inquit-domina, tantis obstupescis opibus? Tua sunt haec omnia.

Prohinc cubiculo te refer et lectulo lassitudinem refove et ex arbitrio lavacrum pete. Nos, quarum voces accipis, tuae famulae sumus"

Attratta dall'incanto del luogo Psiche s'avanzò, poi fattasi coraggio varcò la soglia e, presa dalla curiosità di quella mirabile visione, si mise a osservare attentamente ogni cosa.

Vide così, in un'altra ala del palazzo, loggiati dalla linea stupenda, pieni zeppi di tesori: c'era tutto quanto si potesse desiderare e immaginare.

«Ma la cosa più straordinaria, più ancora di tutte quelle meraviglie, era che nessuna chiave, nessun cancello, nessun custode difendeva quelle ricchezze. «Mentre con sommo piacere ella contemplava tutto questo, sentì una voce misteriosa che le disse: 'Signora, perché stupisci di fronte a tanta ricchezza? Ciò che vedi è tuo.

Entra in camera e lasciati andare sul letto e comanda per il bagno, come ti piace. Queste voci sono quelle delle tue ancelle. '

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