Augusto racconta come abbellì Roma- Versione latino da Intellege et verte

Augusto racconta come abbellì Roma
Versione di latino - LIBRO Intellege et verte

Capitolium et Pompeii theatrum, utrumque opus impensa grandi, refeci sine ulla inscriptione nominis mei.

Restaurai il Campidoglio e il Teatro di Pompeo, l'una e l'altra opera con grande spesa, senza alcuna iscrizione del mio nome.

Restaurai le condutture delle acque cadenti per vetustà in parecchi punti, e raddoppiai l'acqua detta Marcia con l'immissione nel suo condotto di una nuova sorgente. Terminai il Foro Giulio e la basilica fra il Tempio di Castore e il Tempio di Saturno, opere iniziate e quasi ultimate da mio padre, e dopo averne ampliato il suolo, iniziai a ricostruire la medesima basilica, che era stata divorata da un incendio intitolandola al nome dei miei figli, e stabilii che, se non l'avessi terminata io da vivo, fosse terminata dai miei eredi.

Mentre ero console per la sesta volta, restaurai nell'Urbe, per volontà del senato, ottantadue templi degli déi, e non ne tralasciai nessuno che in quel tempo doveva essere restaurato. Mentre ero stato eletto console per la settima volta, rifeci la Via Flaminia dall'Urbe a Rimini e tutti i ponti in essa, tranne il Milvio e il Minucio. Queste e molte opere ho fatto a mie spese personali

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