Un padre chiede la morte del figlio - Eliano

Un padre chiede la morte del figlio versione greco da Eliano

Ἀνὴρ γένει Μάρδος, ὄνομα Ῥακώκης, παῖδας εἶχεν ἑπτά.

ἀλλὰ τούτων ὁ νεώτατος ἐκαλεῖτο Καρτώμης, κακὰ δὲ πολλὰ τοὺς ἄλλους εἰργάζετο. καὶ τὰ μὲν πρῶτα ἐπειρᾶτο αὐτὸν ὁ πατὴρ παιδεύειν καὶ ῥυθμίζειν λόγῳ· ἐπεὶ δὲ οὐκ ἐπείθετο, τῶν δικαστῶν τῶν περιχώρων ἀφικομένων ἔνθα ᾤκει ὁ τοῦ νεανίσκου πατήρ, ἀλλ᾿ ἐκεῖνός γε συλλαβὼν τὸ παιδίον καὶ τὼ χεῖρε ὀπίσω περιαγαγὼν αὐτοῦ, πρὸς τοὺς δικαστὰς ἤγαγε καὶ ὅσα αὐτῷ τετόλμητο πάντα ὰκριβῶς κατηγόρησε καὶ ᾔτει παρὰ τῶν δικαστῶν ἀποκτεῖναι τὸν νεανίσκον. οἱ δὲ ἐξεπλάγησαν καὶ αὐτοὶ μὲν ἐφ᾿ ἑαυτῶν οὐκ ἔκριναν τὴν καταδικάζουσαν ἀγαγεῖν ψῆφον, ἀμφοτέρους δὲ ἐπὶ τὸν βασιλέα τῶν Περσῶν τὸν Ἀρταξέρξην ἤγαγον.

τὰ αὐτὰ δὲ λέγοντος τοῦ Μάρδου ὑπολαβὼν ὁ βασιλεὺς ἔφη· «εἶτα τολμήσεις τοῖς ὀφθαλμοῖς τοῖς ἑαυτοῦ τὸν υἱὸν ἀποθνῄσκοντα ὑπομεῖναι;» ὁ δὲ ἔφη· «πάντων μάλιστα· ἐπεὶ καὶ ἐν τῷ κήπῳ ὅταν τῶν φυομένων θριδακινῶν τὰς ἐκφύσεις τὰς πικρὰς ἀποκλῶ καὶ ἀφαιρῶ, οὐδὲν ἡ μήτηρ αὐτῶν ἡ θριδακίνη λυπεῖται, ἀλλὰ θάλλει μᾶλλον καὶ μείζων καὶ γλυκίων γίνεται.

οὕτω καὶ ἐγώ, ὦ βασιλεῦ, τὸν βλάπτοντα τὴν ἐμὴν οἰκίαν καὶ τὸν τῶν ἀδελφῶν βίον [εἶπε] θεωρῶν ἀπολλύμενον καὶ τῆς κακουργίας τῆς εἰς αὐτοὺς παυόμενον καὶ αὐτὸς αὐξηθήσομαι καὶ τοῖς λοιποῖς τοῖς κατὰ γένος συνέσομαι τὰ αὐτὰ ἐμοὶ εὖ πάσχουσιν.» ὧν ἀκούσας Ἀρταξέρξης ἐπῄνεσε μὲν τὸν Ῥακώκην καὶ τῶν βασιλικῶν δικαστῶν ἐποίησεν ἕνα

Un uomo di stirpe mardo chiamato Racoce, aveva sette figli.

Di questi il più giovane che si chiamava Cartome, faceva molti male agli altri fratelli. Sulle prime il padre provvide ad ammonirlo ed ad avvisarlo con parole, ma poiché non voleva mai ravvedersi,essendo arrivati i giudici di quelle parti ove abitava il padre del giovane, egli presolo e legategli indietro le mani lo portò dinanzi ai giudici e lo accusò dei suoi misfatti, chiedendo che lo condannassero a morte. Quelli rimasero attoniti e non parendo loro (il caso) di dover pronunciare una tale sentenza condussero entrambi dal re Artaserse.

Qui avendo Mardo ripetute le stesse cose, il re lo interrogò dicendo: Come sosterresti tu di veder morire sotto i tuoi occhi il tuo proprio figlio? E quello "Ma si, rispose o re, poichè anche nel mio orto, quando io recido e strappo gli amari torsi delle lattughe, non se ne risente affatto la loro madre, ma anzi fiorisce di più e più grande e dolce diventa.Io, similmente o Artaserse ove veda tolto di mezzo colui che tanto nuoce alla mia casa e che spreca il cibo dei suoi fratelli, spenta che sia la sua malvagità, che è danno degli stessi, io stesso crescerò compiacendomi di veder con me prosperare gli altri della mia famiglia.

Artaserse dopo aver udito queste cose lodò molto Racoce e volle che fosse ascritto fra i giudici del re.

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