Il sogno Astiage e infanzia di Ciro (Versione latino Giustino)

Il sogno di Astiage e l'infanzia di Ciro
versione latino Giustino

Astyages, medorum rex, qui filiam habebat nomine Mandanam, quondam per somnum horrible monstrum vidit.

Tum magos somniorum interpretes, arcessivit, ut somnium sibi explanarent. Ita magi Astyagi responderunt: "Tibi magnum periculum instat: Mandanae filius regni tui ruina erit. "Cum Mandana filium, nomine Cyrum, peperit, rex somnio territus Harpago, viro amico ac fideli, clam imperavit ut puerum necaret.

Harpagus, quamvis invitus, pastori puerum tradidit dixitque: "Rex imperat ut puer in silvam feratur atque ibi occidatur, nisi oboediveris, vitam amittes. "Tum pastor, Cyri innocentia commotus, domum rediit puerum secum ferens et rem uxori narravit.

Sed mulier, quae pridie filiolum ob gravem morbum amiserat, virum oravit ne puerum necaret. "Cyrus" inquit "nobiscum vivet! Harpagi militibus filii nostri corpus trademus. " Pastor uxoris preces exaudivit, itaque Cyrus, regis nepos, per multos annos, stirpis suae ignarus, domi pastoris vixit.

Astiage, re dei Medi, che aveva una figlia di nome Mandane, un giorno vide in sogno un orribile mostro. Allora chiamò i magi, interpreti dei sogni, affinché gli spiegassero il sogno. Così i magi risposero ad Astiage: "Incombe sopra di te un grande pericolo: il figlio di Mandane sarà la causa di rovina del tuo regno. " Quando Mandane partorì un figlio, di nome Ciro, il re, spaventato dal sogno, ordinò in segreto ad Arpagone, persona amica e fedele, di uccidere il bambino.

Arpagone, sebbene riluttante, portò il bambino da un pastore e gli disse: "Il re ordina che il bambino venga portato nella foresta e là venga ucciso; se non avrai obbedito sarai ucciso. "Allora il pastore, commosso dall'innocenza di Ciro, tornò a casa portando il bambino con sé, e raccontò la cosa alla moglie.

Ma la donna, che aveva perso il primogenito a causa di una grave malattia, pregò l'uomo di non uccidere il bambino. "Ciro" disse "vivrà con noi! Porteremo ai soldati di Arpagone il corpo di nostro figlio". Il pastore accolse le suppliche della moglie, e così Ciro, nipote del re, ignaro delle sue origini, visse per molti anni nella casa del pastore.

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