Imprese di Giasone

Armenia a Cappadocia usque mare Caspium undecies centum milia patet, sed in latitudinem milia passuum septingenta porrigitur.

Condita est autem ab Armenio, Iasonis Thessali comite, quem cum perditum propter insignem periculosamque regno suo virtutem Pelias rex cuperet, denuntiata militia in Colchos abire iubet pellemque arietis memorabilem gentibus reportare, sperans interitum viri aut ex periculis tam longae navigationis aut ex bello tam profundae barbariae.

Igitur Iason divulgata opinio ne tam gloriosae expeditionis, cum ad eum certatim principes iuventutis totius ferme orbis concurrerent, exercitum fortissimorum virorum, qui Argonautae cognominati sunt, conparavit.

Quem cum magnis rebus gestis incolumem reduxisset, rursum a Peliae filiis Thessalia magna vi pulsus cum ingenti multitudine, quae ad famam virtutis eius ex omnibus gentibus cotidie confluebat, comite Medea uxore, quam repudiatam miseratione exilii rursum receperat, et Medo, privigno ab Aegeo, rege Atheniensium, genito, Colchos repetivit socerumque Aeetam regno pulsum restituit.

L'Armenia si estende dalla Cappadocia fino al mar Caspio per centomila miglia di lunghezza ma in larghezza settecento (miglia).

Fu fondata da Armenio compagno di Giasone il Tessalo, che il re Pelia, il il re Pelia desiderando perderlo, perché uomo di notevole valore ma pericoloso per il proprio regno, intimatagli la milizia, ordinò che andasse a Colco, e che riportasse alle genti la memorabile pelle del montone, sperando che lui morisse o tra i pericoli o tra una così lunga navigazione o tra la guerra di quella barbaria misteriosa.

Pertanto Giasone, sparsa la fama di una così gloriosa spedizione e correndo da lui a gara i primi giovani quasi di tutto il mondo radunò un esercito di validissimi uomini che furono chiamati Argonauti. E avendolo ricondotto salvo dopo molte e grande gesta, di nuovo cacciato in Tessaglia dai figli di Pelia, con un grande sforzo e con una grande moltitudine, che per la fama del suo valore da tutte le genti ogni giorno a lui si univano, in compagnia della moglie Medea, che dopo averla ripudiata, di nuovo per la compassione che essa aveva mostrato del suo esilio, si era ripresa non che del figliastro, Mede, generato da Egeo re degli ateniesi, fece ritorno a Colco e restituì anche nel suo regno il suocero Eeta che era ne stato scacciato.

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