L'oracolo di Delfi (Versione latino Giustino)

L'oracolo di Delfi
Autore: sconosciuto
da littera litterae 1

templum apollinis Delphici positum est in altissimo monte Parnaso, ub rupes impendebant;

ibi civitatem frequentia hominum fecit, qui admiratione maiestatis undique concurrebant ei un eo saxo consedebant. Media saxi rupes in formam theatri recessit et in anfractu rupis, media ferme montis altitudine, planities exigua est cum foramine terrae profundo, quod in oracula patet.

E foramine spiritus frigidior expellitur, velut ventus, qui mentes vatum in vecordiam vertit et cogit dare consulentibus responsa per Apollinem.

Plurima igitur ibi et opulenta regum populorumque visuntur munera, quae magnificentia sua manifestant hominum gratam voluntatem erga deum ob oraculorum responsa.

Il tempio di Apollo a Delfi fu edificato sull’altissimo monte Parnaso, dove sovrastavano le rupi; là diede origine alla città la grande affluenza di pellegrini, i quali accorrevano da ogni parte per ammirare la maestosità e si sedevano su quelle rocce. Nel mezzo della roccia la rupe si infossò a forma di teatro e nell’incurvatura della rupe, quasi nel mezzo dell’altezza del monte, la pianura è esigua con una profonda spelonca nella terra, la quale si apre verso l’oracolo. Dalla spelonca un soffio d’aria alquanto freddo viene spinto fuori come un vento, il quale spinge le menti dei sacerdoti alla pazzia e li costringe a dare a coloro che interpellano responsi per mezzo di Apollo. Dunque lì si vedono moltissimi e ricchi doni di re e di popoli, che manifestano con la loro magnificenza la gratitudine e la volontà degli uomini di fronte al dio per i responsi degli oracoli.

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