Pitagora maestro di moralità - Giustino

Pitagora maestro di moralità Giustino
Latina Lectio pag. 67 N° 3

Crotonienses, Lacedaemoniis victi, omnem virtutem, exercitationem, omnem armorum curam omiserunt, mutassentque vitam luxuria, nisi Pythagoras philosophus eos sapientiam docuisset.

Hic Demarato, locuplete negotiatore natus Sami, Aegyptum primo, deinde Babyloniam profectus ad perdiscendos siderum motus, summam scientiam consecutus est. Inde regressus, Cretam et La cedaemonem, ad cognoscendas Minois et Lycurgi inclitas leges, contenderat.

Quibus omnibus eruditus, Crotona venisse dicitur populumque, in luxuriam lapsum, auctoritate sua ad frugalitatem revocavisse. Laudabat quotidie virtutem et vitia luxuriae casusque civitatum, ea peste perditarum, commemorabat ut cives mollitate suae paeniteret.

Sic tantum studium frugalitatis in moltidudine provocavit ut prius eos cives luxuriatos esse incredibile videretur. Matronarum quoque separatam a viris doctrinam et puerorum frequentem habuit. Docebat nunc has pudicitiam et obsequium in viros, nunc illos modestiam et litterarum studium. Inter haec velut genitricem omnium virtutum frugalitatem ingerebat

Gli abitanti di Crotone, vinti dagli Spartani, abbandonarono ogni virtù, esercizio, ogni cura per le armi, e avrebbero cambiato la vita con il lusso, se il filosofo Pitagora non avesse insegnato loro la sapienza.

Questo, nato a Samo da Demarato, ricco mercante, essendo andato dapprima in Egitto poi a Babilonia per imparare il movimento delle stelle, conseguì una profonda ed accurata conoscenza. Tornato da lì, si era diretto a Creta e a Sparta per conoscere le famose leggi di Minosse e di Licurgo. Istruitosi in tutte queste, si dice che venne a Crotone e con la sua autorità riportò il popolo, caduto nella lussuria, verso la parsimonia.

Lodava quotidianamente la virtù e richiamava alla memoria i vizi della lussuria e la caduta delle civiltà, andate in rovina a causa di quella peste, affinché i cittadini si pentissero della loro mollezza.

Così provocò fra la moltitudine un così grande interesse per la frugalità che sembrava incredibile che prima quei cittadini fossero lussuriosi. Tenne anche un insegnamento per le matrone separato dagli uomini e uno frequente per i fanciulli. Ora insegnava a quelle la pudicizia e il rispetto verso gli uomini, ora a quelli la modestia e lo studio della letteratura. Fra queste cose inseriva la temperanza, come genitrice di tutte le virtù.

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