Saggezza di Licurgo (Versione latino Giustino)

Saggezza di Licurgo
Autore: Giustino

Dein ut aeternitatem legibus suis daret, iure iurando obligat civitatem nihil eos de eius legibus mutaturos esse, priusquam reverteretur, et simulat se ad oraculum Delphicum proficisci, consulturum quid addendum mutandumque legibus videretur.

Proficiscitur autem Cretam ibique perpetuum exilium egit abicique in mare ossa sua moriens iussit, ne, relatis Lacedaemonem, solutos se Spartani in dissolvendis legibus arbitrarentur.

Poi per dare (prep. finale) alle proprie leggi l'immortalità, obbligò la città con un giuramento che i cittadini non avrebbero mutato alcuna di quelle leggi, prima che egli fosse ritornato e finse di andare dall'oracolo di Delfo, per esaminare che cosa sembrava si dovesse aggiungere e mutare delle leggi.

Andò invece a Creta e ivi trascorse un esilio perpetuo e ordinò che, morendo, le sue ossa fossero gettale in mare, perché, ritiratosi il Lacedemone, gli Spartani non credessero di essere stati liberati nell'abolire le leggi.

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