Un re in balia di due donne - Giustino Lectio Brevior versione latino

Un re in balia di due donne
versione latino Giustino traduzione libro lectio brevio

In Aegypto Ptolemaeus rex, regno per parricidium parto et ad necem utriusque parentisa caede etiam fratris adiuncta, velut rebus feliciter gestis, luxuriae se tradiderat regisque mores omnis regia secuta erat.

Itaque non amici tantum praefectique, verum etiam omnis exercitus, depositis militiae studiis, otio ac desidia corrupti marcebant. [...] Rex, revolutus in luxuriam, occisä Eurydice, uxore eademque sorore sua, Agathocliae meretricis illecebris capîtur atque ita, omnem magnitudinem nominis ac maiestatis oblïtus, noctes et dies in illecebris et conviviis consumit.

Haec primo laboranti regiae pestes et occulta mala fuëre. Deinde, crescente licentia, iam non parietibus regiae contineri meretricis audacia potuit.

[...] Accedebat et mater eius, quae filiae suae illecebris regem devinctum tenebat. Itaque feminae, non contentae rege, iam etiam regnum possîdent, iam in publico visuntur, iam salutantur, iam comitantur: tribunatus, praefecturas, ducatus mulieres ordinant nec quisquam in regno minus quam illae poterat.

In Egitto il re Tolomeo, guadagnato il regno attraverso un parricidio ed aggiunta anche l'uccisione del fratello alla morte di ambedue i genitori, compiute per così dire con successo tali imprese, si era abbandonato ai bagordi e tutta la corte aveva seguito i costumi del re. E così non solo gli amici ed i funzionari, ma anche tutto l'esercito, abbandonato l'addestramento militare, marcivano corrotti dall'ozio e dalla pigrizia. [...] Il re, rivolgendosi di nuovo nella lussuria, uccisa Euridice, moglie e anche sorella sua, è irretito dalle lusinghe della prostituta Agatoclia e così, dimentico di ogni grandezza del nome e della maestà, consuma notti e giorni nei sollazzi e nei convivi.

Ciò dapprima provocò nella reggia lo scoppio di pesti e mali occulti. Poi, mentre la licenza cresceva, la sfrontatezza della meretrice non poteva più essere contenuta dalle pareti della reggia.

[...] Arrivava anche la madre di lei, che teneva avvinto il re con le lusinghe di sua figlia. E così le donne, non paghe del re, dominano ormai anche il regno, ormai si fanno vedere in pubblico, ormai sono omaggiate apertamente, ormai sono accompagnate [da un codazzo di gente]: le donne conferiscono tribunati, prefetture, comandi militari e nessuno nel regno aveva potere salvo loro.

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