Polibio, Storie libro 1 capitolo 3

Polibio, Storie Libro 1 capitolo 3

[3] Ἄρξει δὲ τῆς πραγματείας ἡμῖν τῶν μὲν χρόνων ὀλυμπιὰς ἑκατοστή τε καὶ τετταρακοστή, τῶν δὲ πράξεων παρὰ μὲν τοῖς Ἕλλησιν ὁ προσαγορευθεὶς συμμαχικὸς πόλεμος, ὃν πρῶτον ἐξήνεγκε μετ' Ἀχαιῶν πρὸς Αἰτωλοὺς Φίλιππος, Δημητρίου μὲν υἱός, πατὴρ δὲ Περσέως, παρὰ δὲ τοῖς τὴν Ἀσίαν κατοικοῦσιν ὁ περὶ Κοίλης Συρίας, ὃν Ἀντίοχος καὶ Πτολεμαῖος ὁ Φιλοπάτωρ ἐπολέμησαν πρὸς ἀλλήλους· ἐν δὲ τοῖς κατὰ τὴν Ἰταλίαν καὶ Λιβύην τόποις ὁ συστὰς Ῥωμαίοις καὶ Καρχηδονίοις, ὃν οἱ πλεῖστοι προσαγορεύουσιν Ἀννιβιακόν. ταῦτα δ' ἔστι συνεχῆ τοῖς τελευταίοις τῆς παρ' Ἀράτου Σικυωνίου συντάξεως. ἐν μὲν οὖν τοῖς πρὸ τούτων χρόνοις ὡσανεὶ σποράδας εἶναι συνέβαινε τὰς τῆς οἰκουμένης πράξεις διὰ τὸ καὶ κατὰ τὰς ἐπιβολάς, ἔτι δὲ καὶ τὰς συντελείας αὐτῶν ὁμοίως δὲ καὶ κατὰ τοὺς τόπους διαφέρειν ἕκαστα τῶν πεπραγμένων. ἀπὸ δὲ τούτων τῶν καιρῶν οἱονεὶ σωματοειδῆ συμβαίνει γίνεσθαι τὴν ἱστορίαν, συμπλέκεσθαί τε τὰς Ἰταλικὰς καὶ Λιβυκὰς πράξεις ταῖς τε κατὰ τὴν Ἀσίαν καὶ ταῖς Ἑλληνικαῖς καὶ πρὸς ἓν γίνεσθαι τέλος τὴν ἀναφορὰν ἁπάντων.

διὸ καὶ τὴν ἀρχὴν τῆς αὑτῶν πραγματείας ἀπὸ τούτων πεποιήμεθα τῶν καιρῶν. τῷ γὰρ προειρημένῳ πολέμῳ κρατήσαντες Ῥωμαῖοι Καρχηδονίων καὶ νομίσαντες τὸ κυριώτατον καὶ μέγιστον μέρος αὑτοῖς ἠνύσθαι πρὸς τὴν τῶν ὅλων ἐπιβολήν, οὕτως καὶ τότε πρῶτον ἐθάρσησαν ἐπὶ τὰ λοιπὰ τὰς χεῖρας ἐκτείνειν καὶ περαιοῦσθαι μετὰ δυνάμεως εἴς τε τὴν Ἑλλάδα καὶ τοὺς κατὰ τὴν Ἀσίαν τόπους. εἰ μὲν οὖν ἡμῖν ἦν συνήθη καὶ γνώριμα τὰ πολιτεύματα τὰ περὶ τῆς τῶν ὅλων ἀρχῆς ἀμφισβητήσαντα, ἴσως οὐδὲν ἂν ἡμᾶς ἔδει περὶ τῶν πρὸ τοῦ γράφειν ἀπὸ ποίας προθέσεως ἢ δυνάμεως ὁρμηθέντες ἐνεχείρησαν τοῖς τοιούτοις καὶ τηλικούτοις ἔργοις.

ἐπεὶ δ' οὔτε τοῦ Ῥωμαίων οὔτε τοῦ Καρχηδονίων πολιτεύματος πρόχειρός ἐστι τοῖς πολλοῖς τῶν Ἑλλήνων ἡ προγεγενημένη δύναμις οὐδ' αἱ πράξεις αὐτῶν, ἀναγκαῖον ὑπελάβομεν εἶναι συντάξασθαι ταύτην καὶ τὴν ἑξῆς βύβλον πρὸ τῆς ἱστορίας, ἵνα μηδεὶς ἐπιστὰς ἐπ' αὐτὴν τὴν τῶν πραγμάτων ἐξήγησιν τότε διαπορῇ καὶ ζητῇ ποίοις διαβουλίοις ἢ ποίαις δυνάμεσι καὶ χορηγίαις χρησάμενοι Ῥωμαῖοι πρὸς ταύτας ὥρμησαν τὰς ἐπιβολάς, δι' ὧν καὶ τῆς γῆς καὶ τῆς θαλάττης τῆς καθ' ἡμᾶς ἐγένοντο πάσης ἐγκρατεῖς, ἀλλ' ἐκ τούτων τῶν βύβλων καὶ τῆς ἐν ταύταις προκατασκευῆς δῆλον ᾖ τοῖς ἐντυγχάνουσιν ὅτι καὶ λίαν εὐλόγοις ἀφορμαῖς χρησάμενοι πρός τε τὴν ἐπίνοιαν ὥρμησαν καὶ πρὸς τὴν συντέλειαν ἐξίκοντο τῆς τῶν ὅλων ἀρχῆς καὶ δυναστείας.

[3] E per noi costituirà inizio della trattazione per quanto riguarda i tempi la centoquarantesima olimpiade, e, quanto ai fatti in Grecia la cosiddetta guerra sociale, che inizialmente mosse con gli Achei contro gli Etoli Filippo, figlio di Demetrio e padre di Perseo, e presso coloro che abitano l'Asia la guerra per la Celesiria, che Antioco e Tolomeo Filopatore combatterono l'uno contro l'altro; e nelle zone dell'Italia e della Libia quella che si svolse tra Romani e Cartaginesi, che i più chiamano annibalica. Ora queste vicende sono immediatamente successive ai contenuti finali della trattazione (scritta) da Arato di Sicione. Effettivamente nei tempi precedenti a questi accadeva che le vicende del mondo abitato fossero come disseminate per il fatto che sia per quanto riguarda i progetti, e inoltre anche le loro realizzazioni e ugualmente anche per quanto riguarda i luoghi differiva ciascuna delle vicende accadute. Invece da queste situazioni accade che la storia diventi quasi organica, e che le vicende italiche e libiche si intreccino con quelle dell'Asia e con quelle Greche e che il riferimento di tutte si realizzi verso un unico punto di arrivo.

Perciò abbiamo fatto partire anche l'inizio della loro trattazione da queste situazioni. Nella suddetta guerra infatti i Romani, avendo vinto i Cartaginesi e ritenendo che fosse stata portata a termine da loro la parte più importante e più rilevante in vista del progetto di conquista del mondo intero, così anche per la prima volta allora osarono allungare le mani verso le rimanenti regioni ed attraversare il mare con un contingente militare verso la Grecia e le regioni dell'Asia. Se dunque ci fossero familiari e note le entità politiche che contesero per il dominio sul mondo intero, forse non ci sarebbe per nulla bisogno che noi scrivessimo riguardo agli avvenimenti precedenti (per spiegare) da quale proposito o potenza militare avendo preso avvio posero mano a tali e così importanti imprese.

Ma poiché alla maggior parte dei Greci la passata potenza né dello stato dei Romani né di quello dei Cartaginesi è a portata di mano né (lo sono) le loro vicende, abbiamo pensato che fosse necessario comporre questo libro e quello successivo prima della storia, affinché nessuno soffermandosi sulla stessa narrazione dei fatti allora si trovasse in difficoltà e si chiedesse utilizzando quali deliberazioni o quali mezzi militari e risorse finanziarie i Romani mossero a questi progetti, per mezzo dei quali divennero dominatori sia della terraferma sia di tutto il mare (che sta) presso di noi, ma da questi libri e dalla premessa in essi (contenuta) fosse chiaro ai lettori che utilizzando punti di partenza anche troppo modesti mossero al progetto e giunsero alla realizzazione dell'impero e del potere sul mondo.

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