Alessandro Magno ordina il rientro degli esuli in patria - Diodoro Siculo versione greco

Alessandro Magno ordina il rientro degli esuli in patria
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo TRADUZIONE dal libro Sapheneia pagina 40 numero 22

Ὁ μεν Ἀλέξανδρος ἐξέπεμψεν εἰς τὴν Ἑλλάδα Νικάνορα τὸν Σταγειρίτην, δοὺς ἐπιστολὴν περὶ τῆς καθόδου: ταύτην δὲ προσέταξεν ἐν τῇ πανηγύρει διὰ τοῦ νικήσαντος κήρυκος ἀναγνωσθῆναι τοῖς πλήθεσιν.

τούτου δὲ ποιήσαντος τὸ προσταχθὲν λαβὼν ὁ κῆρυξ ἀνέγνω τὴν ἐπιστολὴν τήνδε. ‘βασιλεὺς Ἀλέξανδρος τοῖς ἐκ τῶν Ἐλληνίδων πόλεων φυγάσι. τοῦ μὲν φεύγειν ὑμᾶς οὐχ ἡμεῖς αἴτιοι γεγόναμεν, τοῦ δὲ κατελθεῖν εἰς τὰς ἰδίας πατρίδας ἡμεῖς ἐσόμεθα πλὴν τῶν ἐναγῶν. γεγράφαμεν δὲ Ἀντιπάτρῳ περὶ τούτων, ὅπως τὰς μὴν βουλομένας τῶν πόλεων κατάγειν ἀναγκάσῃ. ’ κηρυχθέντων δὲ τούτων μεγάλῳ κρότῳ ἐπεσήμηνε τὸ πλῆθος: ἀποδεξάμενοι γὰρ οἱ κατὰ τὴν πανήγυριν τὴν χάριν τοῦ βασιλέως διὰ τὴν χαρὰν ἠμείβοντο τὴν εὐεργεσίαν τοῖς ἐπαίνοις. ἦσαν δ᾽ οἱ φυγάδες ἀπηντηκότες ἅπαντες ἐπὶ τὴν πανήγυριν, ὄντες πλείους τῶν δισμυρίων. οἱ μὲν οὖν πολλοὶ τὴν κάθοδον τῶν φυγάδων ὡς ἐπ᾽ ἀγαθῷ γινομένην ἀπεδέχοντο, Αἰτωλοὶ δὲ καὶ Ἀθηναῖοι δυσχεραίνοντες τῇ πράξει χαλεπῶς ἔφερον.

Αἰτωλοὶ μὲν γὰρ τοὺς Οἰνιάδας ἐκβεβληκότες ἐκ τῆς πατρίδος προσεδόκων τὴν ἐπὶ τοῖς παρανομήμασιν ἐπακολουθοῦσαν κόλασιν: καὶ γὰρ ὁ βασιλεὺς ἠπειληκὼς ἦν ὡς οὐκ Οἰνιαδῶν παῖδες, ἀλλ᾽ αὐτὸς ἐπιθήσει τὴν δίκην αὐτοῖς: ὁμοίως δὲ τούτοις Ἀθηναῖοι τὴν Σάμον κατακεκληρουχηκότες οὐδαμῶς τὴν νῆσον ταύτην προΐεντο.

Alessandro aveva inviato Nicanore stagirita con una lettera tendente a richiamare in Grecia gli esuli ed aveva ordinato che venisse in pubblica adunaza promulgata alla moltitudine per bocca del vincitore dei Giochi.

Ed avendo Nicanore eseguito l'ordine avuto il banditore aveva recitata la lettera secritta nel seguente modo "Il re Alessandro ali esuli delle città greche. Non fummo noi gli autori del vostro esilio bensì noi lo saremo del ritorno vostro in patria, escludendo da tale beneficio soltanto gli scellerati. Su queste cose scrivemmo già ad Antipatro, in modo che con la forza costringa le città che si opponessero al ritorno dei Loro.

La moltitudine udito il tenore di questo editto ne manifestò la sua approvazione con un grande applauso. e quanti erano in quel grande concorso di genti, tutti giulivi della bella disposizione del re, contentissimi ne ricordavano la beneficenza con lodi. E bisogna sapere che di questi esuli, arrivati allora ai giochi, ve ne erano più di ventimila.

La maggior parte della gente approvava ) come atto suggerito da buoni principi questo ristabilimento degli esuli alla condizione iniziale. Ma gli etoli e gli ateniesi se ne offesero e lo sopportarono di mal animo. Gli Etoli avevano cacciato dalla patria gli eniadi e s'aspettavano di vederli condannati a pene degne: tanto più che il re aveva minacciato di punire non i figli degli Eniadi ma essi stessi. Quanto agli ateniesi, avendo loro divisa a sorte tra i loro coloni l'isola di Samo non volevano cederla.

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