Civette per ridare coraggio ai soldati

Ὁ δ´ Ἀγαθοκλῆς oρῶν δὲ τοὺς στρατιώτας καταπεπληγμένους τὸ πλῆθος τῆς βαρβαρικῆς ἵππου καὶ δυνάμεως ἀφῆκεν εἰς τὸ στρατόπεδον κατὰ πλείονας τόπους γλαῦκας, ἃς ἐκ χρόνου παρεσκεύαστο πρὸς τὰς ἀθυμίας τῶν πολλῶν· αὗται δὲ διὰ τῆς φάλαγγος πετόμεναι καὶ προσκαθίζουσαι ταῖς ἀσπίσι καὶ τοῖς κράνεσιν εὐθαρσεῖς ἐποίουν τοὺς στρατιώτας, ἑκάστων οἰωνιζομένων διὰ τὸ δοκεῖν ἱερὸν εἶναι τὸ ζῷον τῆς Ἀθηνᾶς.

Ταῦτα δέ, καίπερ ἄν τισι δόξαντα κενὴν ἔχειν ἐπίνοιαν, πολλάκις αἴτια γίνεται μεγάλων προτερημάτων.

Ὃ καὶ τότε συνέβη γενέσθαι· ἐμπεσόντος γὰρ εἰς τὰ πλήθη θάρσους καὶ διαδοθέντων λόγων ὡς τὸ θεῖον αὐτοῖς φανερῶς προσημαίνει νίκην, παραστατικώτερον τὸν κίνδυνον ὑπέμειναν.

Agatocle, osservando poi, che i soldati avevano apprensione per la grande moltitudine dei Barbari che aveano contro, e specialmente per la cavalleria, fece uscire da molle bande delle civette, appositamente preparate, per togliere la paura ai suoi.

Tali uccelli svolazzando per quella gente, e posandosi alcuni sugli scudi, altri sugli elmi, andavano ad infondere coraggio ai soldati, poiché ognuno (di loro) li riteneva di buon augurio, poiché si sapeva che quell'uccello era consacrato ad Atena.

Queste cose, quantunque per avventura vane, spesso hanno contribuito a grandi avvenimenti; e così vi contribuirono allora, poiché infusasi fiducia nella moltitudine, e corsa voce che il dio apertamente mostrasse vittoria, si presentavano con più coraggio al pericolo.

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