Durante i Giochi Olimpici il pubblico disprezza il poeta Dionigi di Siracusa - Diodoro Siculo versione greco

Durante i Giochi Olimpici il pubblico disprezza
il poeta Dionigi di Siracusa
VERSIONE DI GRECO di Diodoro siculo
TRADUZIONE dal libro n p

Τῶν δ' Ὀλυμπίων ἐγγὺς ὄντων, Διονύσιος ἀπέστειλεν εἰς τὸν ἀγῶνα τέθριππα πλείω, διαφέροντα πολὺ τῶν ἄλλων τοῖς τάχεσι, καὶ σκηνὰς εἰς τὴν πανήγυριν διαχρύσους καὶ πολυτελέσι ποικίλοις ἱματίοις κεκοσμημένας.

Ἔπεμψε δὲ καὶ ῥαψῳδοὺς τοὺς κρατίστους, ὅπως ἐν τῇ πανηγύρει τὰ ποιήματα αὐτοῦ προφερόμενοι ποιήσωσιν ἔνδοξον τὸν Διονύσιον: σφόδρα γὰρ εἰς τὴν ποιητικὴν ὑπῆρχε μεμηνώς. Τούτων δ' ἐπιμελητὴν συνεξέπεμψε Θεαρίδην τὸν ἀδελφόν: ὃς ἐπεὶ παρεγένετο εἰς τὴν πανήγυριν, ἐπὶ μὲν τῷ κάλλει τῶν σκηνῶν καὶ τῷ πλήθει τῶν τεθρίππων ἦν περίβλεπτος: ὡς δ' ἐπεβάλονθ' οἱ ῥαψῳδοὶ προφέρεσθαι τοῦ Διονυσίου τὰ ποιήματα, κατ' ἀρχὰς μὲν διὰ τὴν εὐφωνίαν τῶν ὑποκριτῶν συνέδραμε τὰ πλήθη καὶ πάντες ἐθαύμαζον: μετὰ δὲ ταῦτα ἀναθεωροῦντες τὴν κακίαν τῶν ποιημάτων, διεγέλων τὸν Διονύσιον καὶ κατεγίνωσκον ἐπὶ τοσοῦτον, ὥστε τινὰς τολμῆσαι διαρπάζειν τὰς σκηνάς.

Καὶ γὰρ Λυσίας ὁ ῥήτωρ τότε διατρίβων ἐν Ὀλυμπίᾳ προετρέπετο τὰ πλήθη μὴ προσδέχεσθαι τοῖς ἱεροῖς ἀγῶσι τοὺς ἐξ ἀσεβεστάτης τυραννίδος ἀπεσταλμένους θεωρούς: ὅτε καὶ τὸν Ὀλυμπιακὸν λόγον ἐπιγραφόμενον ἀνέγνω.

TRADUZIONE

Poichè le Olimpiadi erano prossime, Dionigi mandò ai giochi numerose quadrighe, differenti di molto rispetto alle altre quanto a velocità, e tendaggi ricamati d'oro per l'adunanza, nonchè ornati con lussuosi panni variopinti.

Mandò anche i migliori rapsodi, affinchè, recitando ad alta voce i suoi componimenti poetici durante l'adunanza, rendessero celebre Dionigi; difatti amava come un pazzo la poesia. Inoltre inviò, quale curatore di questi beni, il fratello Tearide; e costui, allorchè fu giunto all'adunata, veniva ammirato per la magnificenza dei tendaggi da un lato e per la moltitudine delle quadrighe dall'altro;

non appena i rapsodi principiarono a declamare le poesie di Dionigi, in un primo momento, complice l'intonazione dei cantori, la folla li circondava e tutti li ammiravano; in seguito, invece, rendendosi conto della rozzezza delle poesie, deridevano Dionigi e giunsero a tal punto che taluni osarono distruggere i tendaggi.

Ed anche l'oratore Lisia, che si trovava ad Olimpia, esortò le masse a non accettare più nei giochi sacri rappresentanti inviati dalla più empia delle tirannidi. E fu in quest'occasione che si seppe anche della storia Olimpica, giacchè era stata scritta.

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