CIò CHE BASTA NON è MAI POCO Versione di latino SENECA

Messaggioda Ari mumu » 8 apr 2011, 12:19

'Ciò che basta..non è mai poco!' di Seneca.

Inizio: nihil enim, mi Lucili, interest utrum non desideres an habeas.

Fine: Numquam parum est quod satis est, et numquam multum est quod satis non est.

Graziee! :D

Ari mumu

nuovo iscritto
nuovo iscritto
 
Risposte:

Messaggioda giada » 8 apr 2011, 12:24

Nihil enim,mi Lucili, interest utrum non desideres an habeas. Summa rei in utroqueeadem est: non torqueberis. Nec illud praecipio, ut aliquid naturae neges-- contumax est, non potest uinci, suum poscit -- sed ut quidquid naturamexcedit scias precarium esse, non necessarium. Esurio: edendum est. Utrum hic panis sit plebeius an siligineus ad naturam nihil pertinet: illauentrem non delectari uult sed impleri. Sitio: utrum haec aqua sit quamex lacu proximo excepero an ea quam multa niue clusero, ut rigore refrigereturalieno, ad naturam nihil pertinet. Illa hoc unum iubet, sitim extingui;utrum sit aureum poculum an crustallinum an murreum an Tiburtinus calixan manus concaua, nihil refert. (4) Finem omnium rerum specta, et superuacuadimittes. Fames me appellat: ad proxima quaeque porrigatur manus; ipsamihi commendabit quodcumque conprendero. Nihil contemnit esuriens.Quid sit ergo quod me delectauerit quaeris? Videtur mihi egregiedictum, 'sapiens diuitiarum naturalium est quaesitor acerrimus'. 'Inanime' inquis 'lance muneras. Quid est istud? Ego iam paraueram fiscos; circumspiciebamin quod me mare negotiaturus inmitterem, quod publicum agitarem, quas arcesseremmerces. Decipere est istud, docere paupertatem cum diuitias promiseris. 'Ita tu pauperem iudicas cui nihil deest? 'Suo' inquis 'et patientiae suaebeneficio, non fortunae. ' Ideo ergo illum non iudicas diuitem quia diuitiaeeius desinere non possunt? (6) Utrum mauis habere multum an satis?Quimultum habet plus cupit, quod est argumentum nondum illum satis habere;qui satis habet consecutus est quod numquam diuiti contigit, finem. Anhas ideo non putas esse diuitias quia propter illas nemo proscriptus est?quia propter illas nulli uenenum filius, nulli uxor inpegit? quia in bellotutae sunt? quia in pace otiosae? quia nec habere illas periculosum estnec operosum disponere?
At parum habet qui tantum non alget, non esurit, non sitit. ' PlusIuppiter non habet. Numquam parum est quod satis est



Non fa differenza, Lucilio mio, tra non desiderare e avere. Unico è il risultato: non ti tormenti. Il mio consiglio non è di negare qualcosa alla natura - è ostinata, invincibile, chiede quello che le spetta - sappi, però che quanto va al di là della natura è effimero e non è indispensabile. 3 Ho fame: devo mangiare. Ma se il pane è comune o raffinato, questo non riguarda la natura: non vuole far godere lo stomaco, vuole riempirlo. Ho sete: se l'acqua l'ho attinta dalla vicina cisterna oppure l'ho messa sotto la neve per rinfrescarla artificialmente, non riguarda la natura: chiede solo di estinguere la sete. E non importa neppure se beviamo da una coppa d'oro o di cristallo o di murra o in un calice di Tivoli o nel cavo della mano. 4 Di ogni cosa guarda il fine e tralascerai quelle superflue. La fame si fa sentire: afferro la prima cosa che mi càpita; sarà proprio la fame a rendermi gradito qualunque cibo io prenda. Chi ha fame, non rifiuta niente.Vuoi, dunque, sapere che cosa mi è piaciuto? Questa massima che mi sembra eccellente: "Il saggio è il più accanito ricercatore delle ricchezze naturali." "Tu mi regali un piatto vuoto," dici. "Ma che cos'è? Avevo già preparato le casse e cercavo in quale mare mi sarei dato al commercio, quale appalto assumere, che merci importare. Questo è un inganno: promettere la ricchezza e predicare la povertà." E così, secondo te, è povero l'uomo a cui non manca nulla? "Per merito suo," ribatti, "e della sua pazienza, non della sorte." Perciò dunque, se a uno non può venir meno la ricchezza, non lo giudichi ricco? 6 Preferisci avere molto o quanto basta? Chi possiede molto desidera di più, e questa è la prova che non possiede ancòra abbastanza; chi possiede abbastanza ha raggiunto una cosa che mai tocca a un ricco: la fine dei desideri. Oppure per te non sono ricchezze perché per esse nessuno è mai stato proscritto? Perché nessuno è mai stato avvelenato dalla moglie o dal figlio? Perché sono sicure in guerra? E tranquille in tempo di pace? Perché il loro possesso non è pericoloso e non è faticoso amministrarle? "Ma non possiede molto chi semplicemente non soffre il freddo, né ha fame o sete."

giada

Site Admin
Site Admin
 

Torna a LATINO e GRECO

Copyright © 2007-2025 SkuolaSprint.it di Anna Maria Di Leo P.I.11973461004 | Tutti i diritti riservati - Vietata ogni riproduzione, anche parziale
web-site powered by many open source software and original software by Jan Janikowski 2010-2025 ©.
All trademarks, components, sourcecode and copyrights are owned by their respective owners.

release check: 2024-12-20 23:33:49 - flow version _RPTC_G1.3