Richiesta testo di italiano

Messaggioda lullaby » 20 ago 2008, 18:57

Ciao a tutti ragazzi!!! Mi servirebbe una relazione, un saggio breve un testo insomma che parli dell'integrazione fra popoli..... la traccia dovrebbe essere questa:

"Sia nell'impero macedonico che in quello romano si è tentato di integrare popoli molto diversi fra loro. Il problema sussiste ancora oggi. Illustra l'argomento ripercorrendo le tappe fondamentali della storia".

Se nn potete darmi il testo completo vanno anche bene delle idee che mi potete dare o delle belle considerazioni da fare. Grazie in anticipo!!! Ciaooo :D :D :D

lullaby

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Messaggioda Arsenio » 20 ago 2008, 22:01

Per secoli l' Europa è stata teatro di numerosi e terribili conflitti.Così, alcuni leader europei decisero che la via migliore da seguire era quella dell'integrazione tra i vari Stati in conflitto al fine di garantire una pace duratura. Nel 1950 il ministro degli esteri Robert Schuman propose l'integrazione delle industrie del carbone e dell'acciaio dell'Europa occidentale.
Nacque la CECA con i sei membri: Belgio, Germania, Lussemburgo, Francia, Italia e Paesi Bassi.
In questo modo si riconciliarono la Francia e la Germania che erano state fino ad allora le rivali per eccellenza (il nuovo nemico sarà ora l'Unione Sovietica), ma soprattutto integrò sotto un'unica autorità i vari settori economici.
Nell'arco di pochi anni fu firmato il trattato di Roma nel 1957 (nel 2007 si ricorderà il cinquantennio del trattato), dal quale si costituirono in seguito la comunità europea dell'energia atomica EURATOM e la comunità economica europea CEE.
Da questo punto in poi gli stati membri maturarono l'idea comune di poter finalmente togliere quelle barriere commerciali esistenti e di costituire un "mercato unico" dove ci fosse libera circolazione di merci, capitali, servizi.
Il mercato unico è stato completato alla fine del 1992 e grazie ad esso sarà sempre più facile per i cittadini circolare liberamente in Europa,grazie anche all'abolizione dei controlli doganali e dei passaporti presso la maggior parte delle frontiere interne ai Paesi dell'UE;la mobilità dei cittadini crescerà e molti più studenti avranno la possibilità di andare a studiare all'estero.
Nel 1979 ebbero luogo le prime elezioni dirette che consentirono il voto di un candidato a scelta dei cittadini membri.
Un' altro passo di notevole importanza è sicuramente il trattato di Maastrcht che ha dato vita all'Unione Europea UE e all'obbligo dei paesi di prendere decisioni comuni.
Il trattato prevede tre pilastri di importanza notevole:
1-Bisogna rafforzare la comunità economica per trasformarla in una unione politica,si gettano così le basi dell'euro.
2-Cooperazione intergovernativa (aspetto confederalista,nel settore della politica esteta e di sicurezza)
3-Cooperazione nella giustizia e negli affari interni (se una persona commette un crimine in uno stato,essa non deve delinquere in un'altro.
L'UE è stata creata per dare la pace dopo i tanti dolori delle guerre mondiali (l'ultima ha prodotto circa 50 000000 morti incluso l'olocausto)
Pace, giustizia e solidarietà sono diventati i protagonisti del nuovo modo di vedere l'Europa con la consapevolezza di essere "uniti anche nella diversità".La costituzione è proprio ispirata a questi valori ed è stata stilata da padri costituenti dei diversi paesi.
Nel 1992,come ho citato prima, l'UE istituirà l'UEM unione monetaria ed economica e la moneta sarà finalmente gestita da una banca centrale. L'EURO è diventato realtà a partire dal 1 gennaio 2002 tra 15 paesi:Belgio,Germania,Grecia,Spagna,francia,Irlanda,Italia,lussenburgo,Paesi Bassi,Austria,Portogallo e Finlandia.
L'UE, però si è ingrandìta piano piano; a partire dal 1973 comprese anche la Danimarca,L'Irlanda,Regno Unito,dal 1981 la Grecia,dal1986 la Spagna e il Portogallo,dal 1995 l'Austria,Finlandia,Svezia.
Nel 2004 inoltre l'UE annettè al suo territorio i Paesi di Cipro,Repubblica Ceca,Estonia ,Ungheria,Lettonia,Lituania ,malta,Polonia e Slovacchia e dal 2007 dovrebbe comprendere anche la Slovenia,Bulgaria e Romania .Bisogna tenere presente che ogni Stato che entrerà a far parte dell'unione dovrà rispettare i pilastri della legge di Maastricht per garantire la collaborazione.
L'Europa ha con se,però molte debolezze tra le quali la politica estera. Si può dire che il peso del mondo era nelle mani degli USA,che ci hanno aiutato durante la 2 guerra mondiale.
Oggi gli Stati Uniti sono molto cambiati e c'è molta più concorrenza;la loro politica è di forza e infatti hanno un altissima spesa militare. Durante la storia si sono macchiati di molti crimini tra cui il possesso di potenti armi nucleari che gli hanno dato una fama impopolare.L'europa come alleata degli Usa deve aiutarli a sopportare quel precedente "peso",ma sicuramente non deve dipendere da questo potenza.
L'Europa è ancora debole sotto questo aspetto,privilegia troppo il mercato,manca di strumenti necessari per dare un contributo nel campo internazionale,nonchè è stata definita un NANO politico,un GIGANTE economico e un VERME militare. Dobbiamo anche sempre tenere presente l'articolo 11 della costituzione secondo il quale l'Italia ripudia la guerra,ma può prendere parte solo dopo il consenso del parlamento in quanto siamo in una democrazia.
L'Italia è andata,però come missionaria in Irak,i soldati che vi hanno partecipato hanno dimostrato un coraggio lodevole anche se da una parte emerge un carattere di irresponsabilità (ricordiamo infatti un giovane ragazzo che si è portato in Irak su un elicottero non adatto alla situazione ed è morto).
In politica estera,l'Europa tende a dividersi ed un esempio concreto è proprio la guerra in Irak.
Essa si è divisa in due;L'Europa filoatlantica che fa a capo a Tony Blair e che partecipa alla guerra,l'altra che non partecipa e ha come maggiori esponenti la Germania e la Francia.L'Italia si è alleata con Tony Blair che credeva in Bush e individuava nei cosiddetti Stati "canaglia" la colpa di aver appoggiato il terrorismo.
L'Italia però faceva parte dei paesi fondatori dell'Europa con la Francia e la Germania e non doveva appoggiare la guerra.
Un'altra debolezza che affligge l'Europa è il problema del risparmio.Infatti,in modo particolari gli USA consumano troppa energia (circa il 20% della popolazione consuma l'80% delle risorse e questa situazione è insostenibile per gli altri Stati,in quanto tutti hanno diritto a consumare l'energia necessaria)Il terrorismo nasce proprio da questa situazione iniqua.
Anche per quanto riguarda la politica dell'immigrazione,si incontrano spesso molti problemi.Si sente il bisogno di una legge comune,non bisognerebbe mandare in carcere una persona per clandestinità in quanto non si tiene conto della sua famiglia ( la legge Bossifini dovrebbe venire eliminata.)
Infine per garantire il buon funzionamento dell'UE bisognerebbe togliere quella "unanimità",ovvero bisogna proclamare un ministro degli esteri comune per approdare a un confederalismo.Il federalismo,d'altra parte aveva il compito di togliere il potere agli stati nazionali per evitare guerre.I singoli governi invece si devono mettere d'accordo sulle questioni,perchè con 25 membri prendere decisioni comuni è molto difficile.

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Al giorno d’oggi, con una percentuale di immigrazione in continua crescita, soprattutto verso i paesi dell’Europa occidentale, spicca in primo piano il tema dell’integrazione. La società contemporanea si è infatti trovata a dover affrontare la “sfida” della multiculturalità: è sempre più evidente la necessità di cercare di risolvere le difficoltà della coesistenza, all’interno della nostra società, dovute alla presenza di molteplici culture, valori e identità.
Gli Stati meta dell’immigrazione, fra cui la stessa Italia, oltre ad essere delle affermate democrazie, dove quindi esiste una cultura della tutela delle minoranze, sono paesi industrializzati e si trovano a convivere con popolazioni aventi idee e cultura totalmente diverse dalle proprie. Questo è dovuto anche al fatto che nei paesi dai quali provengono esiste spesso ancora un sottosviluppo, come nel caso degli Stati sudafricani, o, come nel caso dei paesi islamici, esiste una cultura di sottomissione a idee assolutiste, che, come prima conseguenza, porta ad un radicale rispetto delle dottrine imposte e quindi una chiusura nei confronti di società con idee e cultura diverse.
Tornando alla multiculturalità e all’integrazione, si tratta di due questioni abbastanza diverse; la multiculturalità è un dato di fatto, è l’attuale compresenza di culture diverse entro una società, mentre l’integrazione fra culture è un processo che porta all’affluire delle diversità ad un unico progetto; si tende cioè all’omologazione di un modello culturale e sociale in cui si tende a negare le differenze considerandole un elemento sfavorevole e quindi da neutralizzare. Ma non si può pensare di rendere integro ciò che è costituto da nuclei diversi; si può invece concorrere ad un progetto di interazione entro le società multiculturali che consta di un continuo confronto tra i differenti modelli. Nel piano dell’interculturalità si avvalora il significato di democrazia, intesa come capacità di creare una convivenza costruttiva in grado di riconoscere le diverse identità culturali. Il piano interculturale necessita sicuramente di un processo bilaterale, ma alla base di tutto vi deve essere il rispetto delle culture che non ci sono proprie; come afferma Paolo Ostellino, non bisogna dunque schernire chi manifesta una cultura diversa dalla nostra ne sentirsi offesi dai valori che le altre società ostentano.
Inoltre i modelli della cultura occidentale, come d’altra parte quelli di tutte le culture, non possono e non devono essere considerati come fattori paradigmatici.
Ostellino nell’ultima frase si riferisce in specifico alla società islamica, che attualmente è sicuramente quella che sembra volersi imporre sulle altre, quella che fa’ più “paura” soprattutto dopo la guerra in Iraq e gli attentati all’occidente di matrice islamica, l’ultimo più importante, lo scorso 7 luglio a Londra. Anche per quel che riguarda il cosiddetto “islamismo moderato”, penso che abbia anch’esso fondamento su leggi molto intransigenti dalle quali derivano comportamenti che a volte non sono compatibili nemmeno con quelli che per noi sono dei semplici gesti quotidiani. L’Italia è però un paese democratico e, tutelando le minoranze, deve promuovere una convivenza costruttiva, relativa soprattutto al riconoscimento delle altre identità culturali, in un contesto sociale e culturale multiforme. La nostra società non deve assolutamente lasciarsi influenzare e intimorire da nulla e ne ha le potenzialità in quanto è fondata su valori e tradizioni ben radicate; quindi tutti gli interrogativi che si pone Ostellino hanno risposta negativa.
Infine mi chiedo: se fossimo noi a emigrare in questi paesi, come verrebbero tutelati i nostri valori? Penso che se fossimo costretti ad adeguarci alla cultura e alle tradizioni di quella società, ci sentiremmo un po’ risentiti e messi in disparte; occorre un giusto rispetto da entrambe le parte, evitando di arrivare ad un estremo fanatismo della propria cultura.
In conclusione, anche se non vi è ancora una ben radicata idea di interculturalità, non penso comunque si possa parlare di società costituita da tanti mondi separati uno dall’altro, perché altrimenti sarebbe impossibile anche la minima convivenza. L’opinione che Ostellino ha di società “multiculturale” è molto radicale e la soluzione che lui dà di rinuncia ai propri valori, non credo sia l’unica: è indispensabile creare una società che si fonda sulle diversità e instaurare relazioni fra le identità che sono differenti e che proprio in questo devono essere riconosciute.

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Il primo parla dell Ue
Il Secondo mi sembra carino contiene delle belle considerazioni magari lo terrei per la seconda parte di un testo, prima ci metti la storia dell europa oggi ( il primo testo che ho messo ) e prima ancora dovresti mettere gli amici macedoni e gli amici romani.
I Libri di storia di prima ti possono aiutare ? :)
Non so di che Alessando oltre all esercito si portava ingenieri, medici, etc etc per capire e comprendere usi costumi tradizioni delle popolazioni sottomesse; per i romani parla di come il mos maiorum poteva costituire un valore collettivo di unione societaria ( anche il culto ) contro cristianesimo ed epicureismo . Imposta anche il tono della religione che è un fattore non indifferente insomma ! A roma inizialmente c era la religione pubblica etc etc poi con la crisi politica ( giulio cesare imperatore ) si ha il passaggio dalla sfera pubblica a quella privata quindi da una reglione pubblica a una privata dove la dimensione spirituale ed interiore è privilegiata ( cristianesimo per esempio ).
Poi magari pensa anche agli Ebrei... era un popolo diviso se non sbaglio in 12 tribù unito dalla stessa fede ! un unico dio per tanti popoli , beh questo pò essere stato un elemento di integrazione

oddio non so se sto delirando o cos altro, scusa ma ho appena finito di fare fisica per domani ufff è la mezza notte ! fammi sapere :wink:

Arsenio

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Messaggioda Shady » 21 ago 2008, 13:22

bel lavoro Arsenio! :wink:

Shady

 

Messaggioda flo » 21 ago 2008, 13:25

..e si è proprio bravo Arsenio

flo

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Messaggioda Arsenio » 22 ago 2008, 11:13

faccio solo il mio lavoro :wink:

Arsenio

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Messaggioda flo » 22 ago 2008, 11:23

amoveeee mandabacino

flo

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Messaggioda Arsenio » 22 ago 2008, 17:53

Amove miooooooooo :P

Arsenio

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Messaggioda lullaby » 24 ago 2008, 5:49

Grazie mille ad Arsenio!!!

lullaby

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Messaggioda Arsenio » 24 ago 2008, 8:03

Ma figurati ! se hai bisogno di altro chiedi pure :P

Arsenio

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