Versione:"L' ineluttabile fine di Ati" Autore: &qu

Messaggioda gioe1e » 19 nov 2008, 14:40

Versione:"L' ineluttabile fine di Ati"
Autore: "Valerio Massimo"
Primo rigo: "Croesus, ditissimus Asiae regum, duos filios habebat; minor natu, Lydus"
Ultimo rigo: "in iuvenem lanceam detorsit: ita Croesus cariorem e filiis amisit."

gioe1e

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Messaggioda giada » 19 nov 2008, 14:44

Croesus, ditissimus Asiae regum, duos filios habebat;minor natu, qui appellatus erat Lydus, corpore graciliore erat quam frater nec laboresdius sustinere valebat; maior natu, Atys, agilitate et dotibus corporis ita praestans erat, ut in bello optime se gereret et plurima facinora laude digna ederet;ideoque regni successioni destinatus erat. olim Croesus, iam admodum senex, in somnio priorem filium, Atyn, in insidiis necatum vidit. statuit, igitur, a filio omnia pericula avertere, quod timebat rerum futurarum praedictionem. domi Atyn retinebat, pulers quam antea comites cum gladio filios adsignabat, maiore cura et multo melius quam superioribus temporibus pro filio vigilabat, ut incolumis esset necessitas tamen aditum luctui dedit. Nam ingentis magnitudinis aper proximos urbi agros saepe cum agrestium strage sic vastabat, ut agricolae regis auxilium implorarent. Tum rex Atyn contra aprum cum plurimus venatoribus misit.Dum omnes acerrimo studio intenti sunt in apri venatione pertinaci casu unus ex venatoribus in iuvenem lanceam detorsit:ita Croesus cariorem e filiis amisit

Creso, il più ricco tra i re (genitivo partitivo) dell’Asia, aveva due figli: il più giovane, che era stato chiamato Lido, era di corpo più gracile del fratello e non aveva la forza di tollerare a lungo le fatiche; il maggiore, Ati, era tanto prestante per agilità e doti del corpo, che in guerra si comportava ottimamente e faceva moltissime imprese degne di lode; e perciò era stato destinato alla successione del regno. Una volta Creso, ormai molto vecchio, vide in sogno il figlio maggiore, Ati, ucciso in un’imboscata. Decise, dunque, di allontanare dal figlio tutti i pericoli, poiché temeva la profezia delle cose future.
Infatti un cinghiale di grossei dimensioni devastava così spesso i campi molto vicini alla città facendo scempio degli agricoltori, che gli agricoltori supplicarono l'aiuto del re. Il re allora inviò contro il cinghiale con moltissimi cacciatori. Mentre tutti impegnatissimi (con grande impegno) sono occupati all'ostinata caccia del cinghiale per caso uno dei cacciatori rivolge l'asta verso il giovane: così Creso perse il più caro dei suoi figli,
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