La lirica provenzale

Messaggioda silvia**1 » 18 nov 2012, 21:26

LIRICA PROVENZALE
Si sviluppa nel sud della Francia, quindi in lingua d’oc. Questo genere letterario appartiene al genere lirico, che ha origine latina e greca. I poeti venivano chiamati “trovatori” (dal latino “trupus”, che inizialmente significava “retorica” e poi ha acquisito il significato di “musica” e poi da “trovar”, “poetare cantando”) e solitamente scrivevano le opere che venivano talvolta portate di corte in corte dai giullari. Il trovatore era il protagonista, l’”io” del poeta che parlava, ma non esprimeva, come adesso, la sua spontaneità, poiché l’io si concentrava ancora su alcune regole. Quindi l’autore non esprimeva ancora tutto se stesso nelle sue opere. Noi abbiamo in nome di circa 460 trovatori. L’autore infatti, incomincia ad essere importante. All’inizio di ogni opera vi era la biografia dell’autore, che però era inventata, non concreta e veritiera. La lirica doveva rispettare i canoni di tipo medievale, quindi il “topos” letterario (cioè l’aspetto tipico che veniva sempre riproposto); vi erano dei “topoi” sempre ripetuti (dei canoni).
Il trovatore non era per forza nobile, poteva anche essere figlio di marcanti o pescatori. La poesia lirica diventa uno strumento di promozione sociale, poiché trovatori avevano accesso alla corte.
C’era addirittura la presenza di due donne poetesse.
Il tema principale era ovviamente l’amore, la forma mentrica usata era la canzone, ma ache la sestina era una forma di componimento.
I modi per comporre erano 2: trovar clus, chiuso nella forma (tipico di Arnault Daniel) e il trobar leu, aperto, lieve, ordinato nella forma (tipico di Bernart di Ventadorn). Il principale espondente, comunque, fu Guglielmo IX di Aquitania (Chretien de Toyes si trovava alla corte i Maria di Champagne, molto legata ad Eleonora d’Aquitania, nipote di Guguglielmo) Questa lirica cortese venne “abbattuta” dopo la crociata contro i Catari. È in questo periodo che si conferma la lingua d’oil come lingua “ufficiale”. Dal XIII secolo iniziò una diaspora di questi poeti verso l’Italia e la Spagna. Federico II, in Sicilia riprese la tradizione e fondò la scuola Siciliana

Temi principali: donna cantata nella sua bellezza. Il poeta si ingentilisce! La donna non viene chiamata per nome ma si utilizzava un nome (senhal)

silvia**1

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Messaggioda giada » 19 nov 2012, 8:08

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