Panegirico Isocrate 1 - 30 (Traduzione letterale con testo greco a fronte)

πολλάκις ἐθαύμασα τῶν τὰς πανηγύρεις συναγαγόντων καὶ τοὺς γυμνικοὺς ἀγῶνας καταστησάντων, ὅτι τὰς μὲν τῶν σωμάτων εὐτυχίας οὕτω μεγάλων δωρεῶν ἠξίωσαν, τοῖς δ' ὑπὲρ τῶν κοινῶν ἰδίᾳ πονήσασι καὶ τὰς ἑαυτῶν ψυχὰς οὕτω παρασκευάσασιν ὥστε καὶ τοὺς ἄλλους ὠφελεῖν δύνασθαι,

1. Spesso mi meravigliai di coloro che riunivano le assemblee e quelli che istituivano le gare di ginnastica, poiché ritennero meritevoli di così grandi doni i successi dei corpi, invece a coloro che si affaticavano per proprio conto a favore delle cose comuni e le proprie anime così disponevano per poter aiutare anche gli altri,

[2] τούτοις δ' οὐδεμίαν τιμὴν ἀπένειμαν: ὧν εἰκὸς ἦν αὐτοὺς μᾶλλον ποιήσασθαι πρόνοιαν: τῶν μὲν γὰρ ἀθλητῶν δὶς τοσαύτην ῥώμην λαβόντων οὐδὲν ἂν πλέον γένοιτο τοῖς ἄλλοις, ἑνὸς δὲ ἀνδρὸς εὖ φρονήσαντος ἅπαντες ἂν ἀπολαύσειαν οἱ βουλόμενοι κοινωνεῖν τῆς ἐκείνου διανοίας.

2. di questo a quelli concedettero nessun onore: dei quali era più ragionevole prendersi cura: infatti gli atleti avendo preso due volte una tanto grande forza, nulla di più sarebbe risultato agli altri, invece un solo uomo avendo ragionato bene, tutti coloro che decidono di prendere parte di quel proposito ne avrebbero tratto profitto.

[3] οὐ μὴν ἐπὶ τούτοις ἀθυμήσας εἱλόμην ῥᾳθυμεῖν, ἀλλ' ἱκανὸν νομίσας ἆθλον ἔσεσθαί μοι τὴν δόξαν τὴν ἀπ' αὐτοῦ λόγου γενησομένην ἥκω συμβουλεύσων περί τε τοῦ πολέμου τοῦ πρὸς τοὺς βαρβάρους καὶ τῆς ὁμονοίας τῆς πρὸς ἡμᾶς αὐτούς, οὐκ ἀγνοῶν ὅτι πολλοὶ τῶν προσποιησαμένων εἶναι σοφιστῶν ἐπὶ τοῦτον τὸν λόγον ὥρμησαν,

3. Certamente non dopo queste cose scelsi di essere pigro dopo essermi perso d'animo, ma dopo aver considerato un idoneo premio per me la gloria che ci sarebbe stata dal discorso stesso, mi trovo a consigliare riguardo la guerra contro i barbari e riguardo la concordia verso noi stessi, non ignorando che molti tra coloro che fingevano di essere dei sofisti si slanciarono vero questo discorso,

[4] ἀλλ' ἅμα μὲν ἐλπίζων τοσοῦτον διοίσειν ὥστε τοῖς ἄλλοις μηδὲν πώποτε δοκεῖν εἰρῆσθαι περὶ αὐτῶν, ἅμα δὲ προκρίνας τούτους καλλίστους εἶναι τῶν λόγων, οἵτινες περὶ μεγίστων τυγχάνουσιν ὄντες καὶ τούς τε λέγοντας μάλιστ' ἐπιδεικνύουσι καὶ τοὺς ἀκούοντας πλεῖστ' ὠφελοῦσιν,

4. ma aspettandomi nelle stesso tempo di essere tanto superiore agli altri da far sembrare che mai nulla fu detto riguardo queste cose, e avendo giudicato che questi sono i più belli fra i discorsi, invece quelli che (per caso) sono riguardo cose grandissime e rivelano moltissime coloro che parlano e giovano moltissimo gli ascoltatori: e di questi uno è questo.

ὧν εἷς οὗτός ἐστιν. ἔπειτ' οὐδ' οἱ καιροί πω παρεληλύθασιν, ὥστ' ἤδη μάτην εἶναι τὸ μεμνῆσθαι περὶ τούτων. τότε γὰρ χρὴ παύεσθαι λέγοντας, ὅταν ἢ τὰ πράγματα λάβῃ τέλος καὶ μηκέτι δέῃ βουλεύεσθαι περὶ αὐτῶν, ἢ τὸν λόγον ἴδῃ τις ἔχοντα πέρας, ὥστε μηδεμίαν λελεῖφθαι τοῖς ἄλλοις ὑπερβολήν,

5. Inoltre, le circostanze non sono ancora arrivate al punto che ormai sia vano il ricordarsi di queste cose. Allora infatti bisogna cessare di parlare quando o le imprese abbiano preso la fine (siano state portate a termine) e non c'è più bisogno di deliberare riguardo ad esse oppure quando uno vede che il discorso ha raggiunto la fine al punto che agli altri non è stata lasciata nessuna possibilità di superarlo.

[6] ἕως δ' τὰ μὲν ὁμοίως ὥσπερ πρότερον φέρηται, τὰ δ' εἰρημένα φαύλως ἔχοντα τυγχάνῃ, πῶς οὐ χρὴ σκοπεῖν καὶ φιλοσοφεῖν τοῦτον τὸν λόγον, ὃς ἢν κατορθωθῇ, καὶ τοῦ πολέμου τοῦ πρὸς ἀλλήλους καὶ τῆς ταραχῆς τῆς παρούσης καὶ τῶν μεγίστων κακῶν ἡμᾶς ἀπαλλάξει;

6. Finché le cose sono sopportate ugualmente a prima e le cose dette per caso sono senza valore come non bisogna considerare e meditare questo discorso che qualora riuscisse bene libererà noi sia dalla guerra gli uni contro gli altri sia dal disordine che è presente e dai mali più grandi.

[7] πρὸς δὲ τούτοις, εἰ μὲν μηδαμῶς ἄλλως οἷόν τ' ἦν δηλοῦν τὰς αὐτὰς πράξεις ἀλλ' ἢ διὰ μιᾶς ἰδέας, εἶχεν ἄν τις ὑπολαβεῖν ὡς περίεργόν ἐστι τὸν αὐτὸν τρόπον ἐκείνοις λέγοντα πάλιν ἐνοχλεῖν τοῖς ἀκούουσιν: ἐπειδὴ δ' οἱ λόγοι τοιαύτην ἔχουσι τὴν φύσιν,

7. Oltre a queste cose se non fosse assolutamente possibile presentare gli stessi fatti diversamente se non in una sola forma, uno potrebbe obiettare che è superfluo annoiare di nuovo gli ascoltatori parlando nello stesso modo di quelli: ma poiché i discorsi hanno tale natura

ὐτῶν πολλαχῶς ἐξηγήσασθαι, καὶ τά τε μεγάλα ταπεινὰ ποιῆσαι καὶ τοῖς μικροῖς μέγεθος περιθεῖναι, καὶ τά τε παλαιὰ καινῶς διελθεῖν καὶ περὶ τῶν νεωστὶ γεγενημένων ἀρχαίως εἰπεῖν, οὐκέτι φευκτέον ταῦτ' ἐστὶ περὶ ὧν ἕτεροι πρότερον εἰρήκασιν, ἀλλ' ἄμεινον ἐκείνων εἰπεῖν πειρατέον. ἄμεινον ἐκείνων εἰπεῖν πειρατέον.

8. per cui è possibile discorrere in molti modi riguardo le stesse cose e rendere le cose grandi piccole e conferire grandezza alle cose piccole e esporre in modo nuovo le cose antiche e parlare in modo antico riguardo alle cose accadute recentemente non bisogna più fuggire queste cose riguardo alle quali altri parlarono prima, ma bisogna tentare di parlare meglio di quelli.

[9] αἱ μὲν γὰρ πράξεις αἱ προγεγενημέναι κοιναὶ πᾶσιν ἡμῖν κατελείφθησαν, τὸ δ' ἐν καιρῷ ταύταις καταχρήσασθαι καὶ τὰ προσήκοντα περὶ ἑκάστης ἐνθυμηθῆναι καὶ τοῖς ὀνόμασιν εὖ διαθέσθαι τῶν εὖ φρονούντων ἴδιόν ἐστιν.

9. Infatti le azioni passate furono lasciate a tutti noi in comune, ma il servirsi di queste al momento opportuno e pensare le cose convenienti su ciascuna e disporle bene con le parole è proprio delle persone sagge.

[10] ἡγοῦμαι δ' οὕτως ἂν μεγίστην ἐπίδοσιν λαμβάνειν καὶ τὰς ἄλλας τέχνας καὶ τὴν περὶ τοὺς λόγους φιλοσοφίαν, εἴ τις θαυμάζοι καὶ τιμῴη μὴ τοὺς πρώτους τῶν ἔργων ἀρχομένους, ἀλλὰ τοὺς ἄρισθ' ἕκαστον αὐτῶν ἐξεργαζομένους, μηδὲ τοὺς περὶ τούτων ζητοῦντας λέγειν περὶ ὧν μηδεὶς πρότερον εἴρηκεν, ἀλλὰ τοὺς οὕτως ἐπισταμένους εἰπεῖν ὡς οὐδεὶς ἂν ἄλλος δύναιτο.

10. Io ritengo che sia le altre altri sia la filosofia relativa ai discorsi potrebbero prendere un grandissimo vantaggio se uno ammirasse e onorasse non coloro che danno inizio per primi alle attività, ma coloro che praticano ciascuna di queste nel modo migliore e non coloro che cercano di parlare riguardo queste cose riguardo le quali nessuno parlò prima, ma coloro che sanno parlare così come nessun altro potrebbe.

[11] καίτοι τινὲς ἐπιτιμῶσι τῶν λόγων τοῖς ὑπὲρ τοὺς ἰδιώτας ἔχουσι καὶ λίαν ἀπηκριβωμένοις, καὶ τοσοῦτον διημαρτήκασιν ὥστε τοὺς πρὸς ὑπερβολὴν πεποιημένους πρὸς τοὺς ἀγῶνας τοὺς περὶ τῶν ἰδίων συμβολαίων σκοποῦσιν, ὥσπερ ὁμοίως δέον ἀμφοτέρους ἔχειν, ἀλλ' οὐ τοὺς μὲν ἀσφαλῶς τοὺς δ' ἐπιδεικτικῶς, ἢ σφᾶς μὲν διορῶντας τὰς μετριότητας, τὸν δ' ἀκριβῶς ἐπιστάμενον λέγειν ἁπλῶς οὐκ ἂν δυνάμενον εἰπεῖν.

11. Tuttavia alcuni criticano i discorsi che superano il livello dei profani [dal dizionario] e sono troppo perfetti e hanno fallito tanto che giudicano verso la perfezione quelli fatti verso le assemblee rispetto a quelli degli affari privati, come se entrambi dovessero essere simili, ma alcuni sono cauti, altri per far sfoggio, o come se essi stessi vedessero la moderazione, invece quello che è in grado di parlare a perfezione non potrebbe parlare semplicemente.

[12] μὲν οὖν οὐ λελήθασιν ὅτι τούτους ἐπαινοῦσιν ὧν ἐγγὺς αὐτοὶ τυγχάνουσιν ὄντες: ἐμοὶ δ' οὐδὲν πρὸς τοὺς τοιούτους ἀλλὰ πρὸς ἐκείνους ἐστί, τοὺς οὐδὲν ἀποδεξομένους τῶν εἰκῇ λεγομένων, ἀλλὰ δυσχερανοῦντας καὶ ζητήσοντας ἰδεῖν τι τοιοῦτον ἐν τοῖς ἐμοῖς, οἷον παρὰ τοῖς ἄλλοις οὐχ εὑρήσουσιν. πρὸς οὓς ἔτι μικρὸν ὑπὲρ ἐμαυτοῦ θρασυνάμενος, ἤδη περὶ τοῦ πράγματος ποιήσομαι τοὺς λόγους.

12. Certamente non passano inosservati poiché elogiano questi dei quali questi sono per caso vicini: invece per me nulla è verso questi ma verso quelli, che accettano niente delle cose dette a caso, ma provano fastidio e cercano di vedere un qualcosa nei miei discorsi, che presso gli altri non troverebbero (troveranno). Dopo aver parlato in modo insolente di me stesso ad un orecchio, ora farò i discorsi riguardo la questione.

[13] τοὺς μὲν γὰρ ἄλλους ἐν τοῖς προοιμίοις ὁρῶ καταπραύ̈νοντας τοὺς ἀκροατάς, καὶ προφασιζομένους ὑπὲρ τῶν μελλόντων ῥηθήσεσθαι, καὶ λέγοντας τοὺς μὲν ὡς ἐξ ὑπογυίου γέγονεν αὐτοῖς ἡ παρασκευή, τοὺς δ' ὡς χαλεπόν ἐστιν ἴσους τοὺς λόγους τῷ μεγέθει τῶν ἔργων ἐξευρεῖν.

13. Vedo che gli altri nel proemio rendono gli ascoltatori benevoli sia adducendo scuse per le cose future che saranno dette, sia dicendo a questi che la preparazione è stata fatta da poco per questi, invece che è difficile trovare parole uguali alla grandezza dei fatti.

[14] ἐγὼ δ' ἢν μὴ καὶ τοῦ πράγματος ἀξίως εἴπω καὶ τῆς δόξης τῆς ἐμαυτοῦ καὶ τοῦ χρόνου, μὴ μόνον τοῦ περὶ τὸν λόγον ἡμῖν διατριφθέντος ἀλλὰ καὶ σύμπαντος οὗ βεβίωκα, παρακελεύομαι μηδεμίαν συγγνώμην ἔχειν, ἀλλὰ καταγελᾶν καὶ καταφρονεῖν: οὐδὲν γὰρ ὅ τι τῶν τοιούτων οὐκ ἄξιός εἰμι πάσχειν, εἴπερ μηδὲν διαφέρων οὕτω μεγάλας ποιοῦμαι τὰς ὑποσχέσεις. περὶ μὲν οὖν τῶν ἰδίων ταῦτά μοι προειρήσθω. περὶ δὲ τῶν κοινῶν

14. Io se non parlo degnamente anche della faccenda e della fama di me stesso e del tempo, non solo dedicato per il mio discorso ma anche di tutto quanto che ho vissuto, raccomando di avere nessuna indulgenza, ma di ridere e disprezzare: nessuna infatti di una di queste cose non sono degno di soffrire, se non essendo superiore in niente faccio così grandi promesse. Che mi dica dunque queste cose riguardo le cose private. Invece riguardo le cose comuni,

[15] ὅσοι μὲν εὐθὺς ἐπελθόντες διδάσκουσιν ὡς χρὴ διαλυσαμένους τὰς πρὸς ἡμᾶς αὐτοὺς ἔχθρας ἐπὶ τὸν βάρβαρον τραπέσθαι, καὶ διεξέρχονται τάς τε συμφορὰς τὰς ἐκ τοῦ πολέμου τοῦ πρὸς ἀλλήλους ἡμῖν γεγενημένας καὶ τὰς ὠφελείας τὰς ἐκ τῆς στρατείας τῆς ἐπ' ἐκεῖνον ἐσομένας, ἀληθῆ μὲν λέγουσιν, οὐ μὴν ἐντεῦθεν ποιοῦνται τὴν ἀρχὴν ὅθεν ἂν μάλιστα συστῆσαι ταῦτα δυνηθεῖεν.

15. quanti subito insegnano dopo essere giunti che è necessario, dopo aver sciolto le ostilità tra noi stessi, volgerle contro i barbari e attraversando/narrando le sventure nate dalla guerra tra l'uno e l'altro e i vantaggi che ci sarebbero dalla spedizione militare contro quelli, dicono la verità, da ciò certamente non compiono l'inizio da dove potrebbero massimamente prendere forma queste cose.

[16] τῶν γὰρ Ἑλλήνων οἱ μὲν ὑφ' ἡμῖν οἱ δ' ὑπὸ Λακεδαιμονίοις εἰσίν: αἱ γὰρ πολιτεῖαι, δι' ὧν οἰκοῦσι τὰς πόλεις, οὕτω τοὺς πλείστους αὐτῶν διειλήφασιν. ὅστις οὖν οἴεται τοὺς ἄλλους κοινῇ τι πράξειν ἀγαθόν, πρὶν ἂν τοὺς προεστῶτας αὐτῶν διαλλάξῃ, λίαν ἁπλῶς καὶ πόῤῥω τῶν πραγμάτων ἐστίν.

16. Tra i greci alcuni sono sotto di noi, altri sotto i Lacedemoni; infatti i regimi politici, mediante i quali governano le città, così hanno separato moltissimi di questi. Chiunque dunque si aspetta che facciano il bene per gli altri di comune accordo, prima che abbia messo d'accordo coloro che sono stati eletti come capi tra di loro, è troppo superficiale e distane dalle questioni.

[17] ἀλλὰ δεῖ τὸν μὴ μόνον ἐπίδειξιν ποιούμενον ἀλλὰ καὶ διαπράξασθαί τι βουλόμενον ἐκείνους τοὺς λόγους ζητεῖν, οἵ τινες τὼ πόλη τούτω πείσουσιν ἰσομοιρῆσαι πρὸς ἀλλήλας καὶ τάς θ' ἡγεμονίας διελέσθαι καὶ τὰς πλεονεξίας ἃς νῦν παρὰ τῶν Ἑλλήνων ἐπιθυμοῦσιν αὑταῖς γίγνεσθαι, ταύτας παρὰ τῶν βαρβάρων ποιήσασθαι.

17. Ma bisogna, non solo facendo sfoggio, ma anche volendo fare qualcosa, cercare quelle parole, le quali persuaderanno queste due città [duale] ad essere alla pari gli uni rispetto agli altri e a dividere il potere e a procurarsi dai barbari le ambizioni le quali ora dai Greci desiderano che siano per loro.

[18] τὴν μὲν οὖν ἡμετέραν πόλιν ῥᾴδιον ἐπὶ ταῦτα προαγαγεῖν, Λακεδαιμόνιοι δὲ νῦν μὲν ἔτι δυσπείστως ἔχουσι: παρειλήφασι γὰρ ψευδῆ λόγον, ὡς ἔστιν αὐτοῖς ἡγεῖσθαι πάτριον: ἢν δ' ἐπιδείξῃ τις αὐτοῖς ταύτην τὴν τιμὴν ἡμετέραν οὖσαν μᾶλλον ἢ 'κείνων, τάχ' ἂν ἐάσαντες τὸ διακριβοῦσθαι περὶ τούτων ἐπὶ τὸ συμφέρον ἔλθοιεν.

18. Dunque la nostra città è facile da convincere verso queste cose, i Lacedemoni invece sono difficili da persuadere: infatti hanno ricevuto una falsa dottrina che comandare per loro è ereditario: se uno avesse mostrato a questi che questo onore è più nostro che loro, subito, dopo aver lasciato stare, sarebbero andati a fare un esame approfondito di queste cose [dal dizionario] per l'utile.

[19] ἐχρῆν μὲν οὖν καὶ τοὺς ἄλλους ἐντεῦθεν ἄρχεσθαι καὶ μὴ πρότερον περὶ τῶν ὁμολογουμένων συμβουλεύειν, πρὶν περὶ τῶν ἀμφισβητουμένων ἡμᾶς ἐδίδαξαν: ἐμοὶ δ' οὖν ἀμφοτέρων ἕνεκα προσήκει περὶ ταῦτα ποιήσασθαι τὴν πλείστην διατριβήν, μάλιστα μὲν ἵνα προὔργου τι γένηται καὶ παυσάμενοι τῆς πρὸς ἡμᾶς αὐτοὺς φιλονικίας κοινῇ τοῖς βαρβάροις πολεμήσωμεν,

19. Dunque era necessario sia che gli altri cominciassero da qui sia che non consigliassero prima riguardo le cose accordate prima che noi avessimo spiegato riguardo i punti controversi: dunque io a causa di entrambe le cose conviene che faccia un grandissimo discorso, affinché massimamente ne esca qualcosa di utile e dopo aver cessato la disputa tra noi stessi faremo guerra ai barbari insieme,

[20] εἰ δὲ τοῦτ' ἐστὶν ἀδύνατον, ἵνα δηλώσω τοὺς ἐμποδὼν ὄντας τῇ τῶν Ἑλλήνων εὐδαιμονία, καὶ πᾶσι γένηται φανερὸν ὅτι καὶ πρότερον ἡ πόλις ἡμῶν δικαίως τῆς θαλάττης ἦρξε καὶ νῦν οὐκ ἀδίκως ἀμφισβητεῖ τῆς ἡγεμονίας.

20. se invece questo è impossibile, affinché rendessi evidente le cose che sono tra i piedi alla felicità dei Greci e fosse evidente a tutti che anche prima la nostra città governò il mare giustamente e ora non ingiustamente avanza diritti di potere.

[21] τοῦτο μὲν γὰρ εἰ δεῖ τούτους ἐφ' ἑκάστῳ τιμᾶσθαι τῶν ἔργων, τοὺς ἐμπειροτάτους ὄντας καὶ μεγίστην δύναμιν ἔχοντας, ἀναμφισβητήτως ἡμῖν προσήκει τὴν ἡγεμονίαν ἀπολαβεῖν, ἥν περ πρότερον ἐτυγχάνομεν ἔχοντες: οὐδεὶς γὰρ ἂν ἑτέραν πόλιν ἐπιδείξειε τοσοῦτον ἐν τῷ πολέμῳ τῷ κατὰ γῆν ὑπερέχουσαν, ὅσον τὴν ἡμετέραν ἐν τοῖς κινδύνοις τοῖς κατὰ θάλατταν διαφέρουσαν.

21. In primo luogo, se bisogna onorare questi per ciascuno dei fatti, essendo i più esperti e avendo una grandissima capacità, senza contestazione è bene riprendere la supremazia per noi, la quale avevamo prima (per caso): nessuno infatti avrebbe potuto mostrare un'altra tanto grande città che eccelle in guerra per terra quanto la nostra che si distingue nei pericoli per il mare.

[22] τοῦτο δ' εἴ τινες ταύτην μὲν μὴ νομίζουσι δικαίαν εἶναι τὴν κρίσιν, ἀλλὰ πολλὰς τὰς μεταβολὰς γίγνεσθαι (τὰς γὰρ δυναστείας οὐδέποτε τοῖς αὐτοῖς παραμένειν ), ἀξιοῦσι δὲ τὴν ἡγεμονίαν ἔχειν ὥσπερ ἄλλο τι γέρας ἢ τοὺς πρώτους τυχόντας ταύτης τῆς τιμῆς ἢ τοὺς πλείστων ἀγαθῶν αἰτίους τοῖς Ἕλλησιν ὄντας, ἡγοῦμαι καὶ τούτους εἶναι μεθ' ἡμῶν:

22. In secondo luogo, se alcuni non pensano che questo giudizio sia giusto, ma che siano molti cambiamenti (infatti giammai il potere politico resta presso gli stessi), ma ritengono giusto che abbiano il potere come qualche altro premio o coloro che ottennero per primi questo onore o coloro che sono responsabili di moltissimi benefici per la Grecia, penso che anche questi siano con noi:

[23] ὅσῳ γὰρ ἄν τις ποῤῥωτέρωθεν σκοπῇ περὶ τούτων ἀμφοτέρων, τοσούτῳ πλέον ἀπολείψομεν τοὺς ἀμφισβητοῦντας. ὁμολογεῖται μὲν γὰρ τὴν πόλιν ἡμῶν ἀρχαιοτάτην εἶναι καὶ μεγίστην καὶ παρὰ πᾶσιν ἀνθρώποις ὀνομαστοτάτην: οὕτω δὲ καλῆς τῆς ὑποθέσεως οὔσης, ἐπὶ τοῖς ἐχομένοις τούτων ἔτι μᾶλλον ἡμᾶς προσήκει τιμᾶσθαι.

23. quanto più infatti uno (eventualmente) guarda indietro riguardo entrambe queste cose tanto di più lasceremo coloro che sono in disaccordo. È riconosciuto infatti che la nostra città è antichissima e grandissima e famosissima presso tutti gli uomini così invece essendo un bel argomento conviene che noi siamo onorati maggiormente per le cose che seguono queste.

[24] ταύτην γὰρ οἰκοῦμεν οὐχ ἑτέρους ἐκβαλόντες οὐδ' ἐρήμην καταλαβόντες οὐδ' ἐκ πολλῶν ἐθνῶν μιγάδες συλλεγέντες, ἀλλ' οὕτω καλῶς καὶ γνησίως γεγόναμεν, ὥστ' ἐξ ἧσπερ ἔφυμεν, ταύτην ἔχοντες ἅπαντα τὸν χρόνον διατελοῦμεν, αὐτόχθονες ὄντες καὶ τῶν ὀνομάτων τοῖς αὐτοῖς, οἷσπερ τοὺς οἰκειοτάτους,

24. Infatti abitiamo questa non dopo aver scacciato altri né dopo aver preso una regione deserta né dopo esserci raccolti per unione di vari popoli [dal dizionario] ma così giustamente e legittimamente ci siamo nati, che continuiamo a possedere questa per tutto quanto il tempo, dalla quale discendiamo, essendo autoctoni ed essendo in grado di chiamare la città con gli stessi nomi con cui (si chiamano) i parenti più vicini:

[25] τὴν πόλιν ἔχοντες προσειπεῖν: μόνοις γὰρ ἡμῖν τῶν Ἑλλήνων τὴν αὐτὴν τροφὸν καὶ πατρίδα καὶ μητέρα καλέσαι προσήκει. καίτοι χρὴ τοὺς εὐλόγως μέγα φρονοῦντας καὶ περὶ τῆς ἡγεμονίας δικαίως ἀμφισβητοῦντας καὶ τῶν πατρίων πολλάκις μεμνημένους τοιαύτην τὴν ἀρχὴν τοῦ γένους ἔχοντας φαίνεσθαι.

25. Infatti solo a noi spetta chiamare questa (città) nutrice e patria e madre dei Greci. Certo bisogna che sia evidente che ragionevolmente coloro che sono orgogliosi e coloro che giustamente avanzano diritti per il potere e coloro che ricordano spesso i costumi dei padri abbiano una tale origine di stirpe.

[26] τὰ μὲν οὖν ἐξ ἀρχῆς ὑπάρξαντα καὶ παρὰ τῆς τύχης δωρηθέντα τηλικαῦθ' ἡμῖν τὸ μέγεθός ἐστιν: ὅσων δὲ τοῖς ἄλλοις ἀγαθῶν αἴτιοι γεγόναμεν, οὕτως ἂν κάλλιστ' ἐξετάσαιμεν, εἰ τόν τε χρόνον ἀπ' ἀρχῆς καὶ τὰς πράξεις τὰς τῆς πόλεως ἐφεξῆς διέλθοιμεν: εὑρήσομεν γὰρ αὐτὴν οὐ μόνον τῶν πρὸς τὸν πόλεμον κινδύνων ἀλλὰ καὶ τῆς ἄλλης κατασκευῆς,

26. Le cose che ci sono [dal dizionario] dal principio e le cose che sono state donate dalla sorte per noi sono di tale grandezza: di quante grandi cose buone invece siamo stati artefici per gli altri, che potremmo esaminarle benissimo, se percorressimo il tempo dall'inizio e le imprese della città per ordine: scopriremo infatti che questa non è causa non solo dei pericoli riguardo la guerra, ma anche di quasi ogni altro ordinamento, nel quale viviamo e con il quale siamo cittadini e per mezzo del quale possiamo vivere.

[27] ἐν ᾗ κατοικοῦμεν καὶ μεθ' ἧς πολιτευόμεθα καὶ δι' ἣν ζῆν δυνάμεθα, σχεδὸν ἁπάσης αἰτίαν οὖσαν. ἀνάγκη δὲ προαιρεῖσθαι τῶν εὐεργεσιῶν μὴ τὰς διὰ μικρότητα διαλαθούσας καὶ κατασιωπηθείσας, ἀλλὰ τὰς διὰ τὸ μέγεθος ὑπὸ πάντων ἀνθρώπων καὶ πάλαι καὶ νῦν καὶ πανταχοῦ καὶ λεγομένας καὶ μνημονευομένας.

27. Invece è necessario scegliere tra i benefici non quelli che sono stati ignorati e che sono passati sotto silenzio per modestia, ma quelli raccontati e ricordati da tutti gli uomini sia anticamente sia ora sua in ogni luogo per la grandezza.

[28] πρῶτον μὲν τοίνυν, οὗ πρῶτον ἡ φύσις ἡμῶν ἐδεήθη, διὰ τῆς πόλεως τῆς ἡμετέρας ἐπορίσθη: καὶ γὰρ εἰ μυθώδης ὁ λόγος γέγονεν, ὅμως αὐτῷ καὶ νῦν ῥηθῆναι προσήκει. Δήμητρος γὰρ ἀφικομένης εἰς τὴν χώραν ὅτ' ἐπλανήθη τῆς Κόρης ἁρπασθείσης, καὶ πρὸς τοὺς προγόνους ἡμῶν εὐμενῶς διατεθείσης ἐκ τῶν εὐεργεσιῶν ἃς οὐχ οἷόν τ' ἄλλοις ἢ τοῖς μεμυημένοις ἀκούειν, καὶ δούσης δωρεὰς διττὰς αἵπερ μέγισται τυγχάνουσιν οὖσαι, τούς τε καρπούς, οἳ τοῦ μὴ θηριωδῶς ζῆν ἡμᾶς αἴτιοι γεγόνασι, καὶ τὴν τελετήν, ἧς οἱ μετασχόντες περί τε τῆς τοῦ βίου τελευτῆς καὶ τοῦ σύμπαντος αἰῶνος ἡδίους τὰς ἐλπίδας ἔχουσιν,

28. Quindi in primo luogo, quello di cui la nostra natura inizialmente ebbe bisogno, fu fornito attraverso la nostra città: infatti anche se il discorso fosse mitico, ugualmente conviene anche ora che sia raccontato con questo. Infatti, Demetra dopo esser giunta alla regione quando andò errando essendo Persefone stata rapita ed essendosi disposta benevolmente verso i nostri antenati grazie ai benefici i quali non è possibile ascoltare da altri che iniziati e avendo consegnato due doni, che sono grandissimi (per caso), i frutti, i quali sono la ragione per cui noi non viviamo come animali, e l'iniziazione ai misteri, della quale (grazie alla quale) i partecipanti hanno riguardo la fine della vita e di tutto quanta la vita aspettative più piacevoli.

[29] οὕτως ἡ πόλις ἡμῶν οὐ μόνον θεοφιλῶς ἀλλὰ καὶ φιλανθρώπως ἔσχεν, ὥστε κυρία γενομένη τοσούτων ἀγαθῶν οὐκ ἐφθόνησε τοῖς ἄλλοις, ἀλλ' ὧν ἔλαβεν ἅπασι μετέδωκεν. καὶ τὰ μὲν ἔτι καὶ νῦν καθ' ἕκαστον τὸν ἐνιαυτὸν δείκνυμεν, τῶν δὲ συλλήβδην τάς τε χρείας καὶ τὰς ἐργασίας καὶ τὰς ὠφελίας τὰς ἀπ' αὐτῶν γιγνομένας ἐδίδαξεν.

29. Così la nostra città fu non solo cara agli dei ma anche agli uomini, cosicché divenuta autorità non negò tali doni agli altri, ma rese partecipi tutti di ciò che ricevette. E mostriamo queste cose le une anche ora ogni anno, invece delle altre nel complesso insegnò gli usi e le lavorazioni e gli utili che ci sono da queste cose.

[30] καὶ τούτοις ἀπιστεῖν μικρῶν ἔτι προστεθέντων οὐδεὶς ἂν ἀξιώσειεν.

30. E nessuno potrebbe pensare di non dare fede a queste cose dopo aver aggiunto delle piccole cose.

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