Un temerario atto di Alessandro

versione ad Limina
Alexander solus in murum ascendit nec a proposito recedebat ...

Alessandro da solo si arrampicò mura e non rinunciava al suo proposito, sebbene i suoi non lo avessero seguito.

Allora mentre gli amici gridavano affinché saltasse giù da loro, osò un'atto incredibile e senza precedenti, che riguardava molto più la temerarietà che la lode della gloria. In effetti non fece nient'altro che irrompere con un salto a precipizio in una città piena di nemici, potendo a malapena sperare che sarebbe morto certamente combattendo e non invendicato, dato che, prima di rialzarsi dal salto, poteva esser sopraffatto e catturato vivo.

Ma aveva equilibrato il corpo in modo tale da cadere in piedi. E così iniziò a combattere saldo sulle gambe; e la fortuna aveva fatto in modo che egli non potesse esser circondato. Un antico albero, non lontano dal muro, aveva offerto i suoi rami ricoperti, come di proposito, di denso fogliame a proteggere il re.

Egli appoggiò il corpo al suo ampio tronco, per non essere circondato, parando con lo scudo i dardi che gli venivano scagliati di fronte. Infatti sebbene i nemici fossero numerosi, tuttavia nessuno osava avvicinarsi più da presso, e i proiettili cadevano più sui rami che sullo scudo. Anche se trafitto da una freccia sotto il petto, combatté a lungo in ginocchio fino a quando l'esercito non venne in suo aiuto

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