Catone il Censore - Cornelio Nepote In pratica e in Teoria

CATONE IL CENSORE
Versione di latino di Cornelio Nepote
LIBRO In pratica e in teoriaversione 19 pagina 40

M. Cato, ortus municipio Tusculo, adulescentulus, priusquam honoribus operam daret, versatus est in Sabinis, ubi herdium habebat.

Inde hortatu L. Valerii Flacci, quem in consulatu censuraque habuit collegam, ut M. Perpenna censorius narrare solitus est, Romam demigravit in foroque esse coepit. Consulatum gessit cum L. Valerio Flacco, sorte provinciam nactus Hispaniam citeriorem, exque ea triumphum deportavit.

Ibi cum diutius moraretur, P. Scipio Africanus consul iterum, cuius in priore consulatu quaestor fuerat, voluit eum de provincia depellere et ipse ei succedere, neque hoc per senatum efficere potuit, cum quidem Scipio principatum in civitate obtineret, quod tum non potentia, sed iure res publica administrabatur.

Qua ex re iratus senatui consulatu peracto privatus in urbe mansit. At Cato, censor cum eodem Flacco factus, severe praefuit ei potestati. Nam et in complures nobiles animadvertit et multas res novas in edictum addidit, qua re luxuria reprimeretur, quae iam tum incipiebat pullulare

TRADUZIONE

Catone, nato nella città, originario di Tuscolo, da giovane, prima di impegnarsi nelle cariche pubbliche soggiornò in Sabina, dove aveva un territorio ereditato.

Da lì, essendo stato esortato da L. Valerio Flacco, il quale aveva come collega nel consolato e nella censura, come era solito narrare il console M. Perpenio, si trasferì a Roma e cominciò a stare nel foro. Portò a termine il consolato, con Valerio Flacco, per sorteggio ottenne come provincia la Spagna citeriore, e da quella il trionfo. Poichè indugiava lì piuttosto a lungo, P.

Scipione africano connsole per la seconda volta, del quale nel precedente consolato era stato questore (si riferisce a Catone), volle cacciarlo dalla provincia e succedergli lui stesso, e non potè fare questo a causa del Senato, almeno finché Scipione ricopriva la carica dello Stato, poiché allora lo Stato era amministrato non dall'autoritarismo, ma dal diritto.

Per tale motivo, adirato con il Senato, avendo concluso il consolato, rimase in città come privato cittadino. Ma Catone, essendo diventato censore con lo stesso Flacco, protese rigorosamente il comando a egli. Infatti punì parecchi nobili e aggiunse molte novità nell'editto, per cui fosse represso l'amore per il lusso che già allora cominciava a pullulare.

Paradigmi:
Versatus est: da versor, aris, versatus sum, versari
demigro, as, avi, atum, are = partire
coepio, is, coepere
gessit= da gero, is, gessi, gestum, gerere- governare, condurre

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